Regia/Director: Ettore ScolaSoggetto/Subject: Ruggero Maccari,
Jean-Claude Penchenant,
Furio Scarpelli,
Ettore Scola,
operaSceneggiatura/Screenplay: Ruggero Maccari,
Jean-Claude Penchenant,
Furio Scarpelli,
Ettore ScolaInterpreti/Actors: Jean-Claude Penchenant (danzatore),
Jean François Perrier (danzatore),
Marc Berman (danzatore),
Christophe Allwright (danzatore),
Etienne Guichard (danzatore),
Régis Bouquet (danzatore),
Aziz Arbia (danzatore),
Oliver Loiseau (danzatore),
Michel Toty (danzatore),
François Pick (danzatore),
Arnault Lecarpentier (danzatore),
Geneviève Rey-Penchenant (danzatrice),
Martine Chauvin (danzatrice),
Anita Picchiarini (danzatrice),
Liliane Delval (danzatrici),
Raymonde Haudeline (danzatrice),
Chantal Capron (danzatrice),
Danielle Rochard (danzatrice),
Nani Noel (danzatrice),
Francesco De Rosa (Toni, il barman),
Monica Scattini (ragazza miope),
Rossana Di Lorenzo (guardiana dei servizi),
Liliane Leotard,
Danielle Richard,
Michel Toty,
Michel Van Speybroeck (sosia di Jean Gabin)Fotografia/Photography: Riccardo AronovichMusica/Music: Vladimir CosmaCostumi/Costume Design: Ezio Altieri,
Françoise TournafondScene/Scene Design: Luciano RiccieriMontaggio/Editing: Raimondo CrocianiSuono/Sound: Corrado VolpicelliProduzione/Production: Massfilm,
Cinéproduction, Paris,
O.N.C.I.C., AlgierDistribuzione/Distribution: Titanuscensura: 79596 del 03-02-1984
Altri titoli: Le bal, Le Bal, La sala de baile, Le Bal - Der Tanzpalast
Trama: In una sala da ballo si va per dimenticare almeno per un pomeriggio, la monotonia della vita quotidiana. La sala da ballo in questione è frequentata da uomini e donne piccolo-borghesi, proletari, impiegati, commesse che per 40 anni, dal 1935, sono alla ricerca di incontri nuovi, diversi dal solito, forse impossibili. Dal comportamento dei personaggi, dalla moda che seguono, dai modelli ai quali si ispirano e dalle musiche che ascoltano si riflettono i fatti e la storia di questi 40 anni. Questi uomini e queste donne vengono in questa sala perché delusi dalle parole che dicono e vengono dette. Attraverso i movimenti del loro corpo, i gesti, gli abiti, gli sguardi essi sono sempre, ogni sabato pomeriggio, alla ricerca di un proprio nuovo linguaggio. "La parola è la musica dello spirito".