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Tutta la città canta



Regia/Director: Riccardo Freda
Soggetto/Subject: Riccardo Freda, Marcello Marchesi, Vittorio Metz, Stefano Vanzina [Steno], Federico Fellini
Sceneggiatura/Screenplay: Riccardo Freda, Marcello Marchesi, Vittorio Metz, Stefano Vanzina [Steno], Federico Fellini
Interpreti/Actors: Nino Taranto (Orazio Babila, maestro elementare), Vivi Gioi (soubrette), Gianni Bonos, Luigi Bonos, Vittorio Bonos, Nanda Primavera (zia), Natalino Otto (cantante), Maria Pia Arcangeli (zia), Umberto Silvestri, Piero Carnabuci, Edoardo Toniolo, Alfredo Tupini, Erminio Nazzaro, Giuseppe Addobbati (direttore), Angelo Calabrese, Fedele Gentile, Leonilde Montesi, Guido Riccioli, Umberto Silvestri, Gorni Kramer, Franca Casalbone, Lello Nati
Fotografia/Photography: Tony Frenguelli
Musica/Music: Oscar De Mejo
Costumi/Costume Design: Angela Freda
Scene/Scene Design: Savino Fino
Montaggio/Editing: Riccardo Freda
Produzione/Production: Industrie Cinematografiche Italiane "I.C.I.", Atlas Film di Giuseppe Gallia, S.A.F.I.R. - Società Anonima Film Italiani Roma, Appia Film
Distribuzione/Distribution: EFFEBI
censura: 61 del 18-07-1945
Trama: Orazio Babila, timido professore di provincia, oppresso da due spietate zie e dal fratellastro, è fidanzato con la brutta figlia del rettore dell'istituto dove insegna. Quando a Orazio giunge la notizia di aver ereditato una "Miniera d'oro" da uno zio, impazzisce di gioia e parte per la città, dove scopre però che la Miniera è in realtà una compagnia di rivista, carica di debiti e di insuccessi. I comici vedono in Orazio il ricco signore che può salvare il loro lavoro, mentre Orazio si lascia conquistare dal nuovo mondo dello spettacolo e soprattutto dalla subrette della compagnia, Pepita. Al paese le zie e il rettore fantasticano sulle ricchezze di Orazio: e grande è la loro delusione quando il giovanotto, resosi conto della responsabilità che si è preso, pianta tutto e tutti e ritorna precipitosamente al paese. L'unica sua salvezza è ora il tempestivo matrimonio con la figlia del rettore. Ma i comici, che non si sono arresi, piombano in paese in tempo per sconvolgere di nuovo la vita di Orazio: egli decide di andarsene con loro, diventando a sua volta un asso della rivista e sposando la subrette di cui si è innamorato.

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