Regia/Director: Alberto LattuadaSceneggiatura/Screenplay: Emilio Cecchi,
Aldo Buzzi,
Alberto LattuadaInterpreti/Actors: Marina Berti (Celestina),
Massimo Serato (Giacomo Lanzavecchia),
Andrea Checchi (Giacinto Magnenzio),
Tina Lattanzi (contessa Cristina Magnenzio),
Armando Migliari (signor Mangano),
Giacinto Molteni (conte Magnenzio),
Domenico Viglione Borghese (padre di Giacomo),
Giulio Tempesti (don Lorenzo),
Paolo Bonecchi,
Silva Melandri (Lisa, sorella di Giacomo),
Roldano Lupi,
Dina Romano,
Giselda Gasperini,
Nelly Morgan,
Piero Palermini,
Elvira Bonecchi,
Adele Baratelli,
Attilio Dottesio (Battistella, un fratello di Giacomo),
Felice Minotti [F. M. Costa],
Anna Bianchi [Anna Lelli]
Fotografia/Photography: Carlo NebioloMusica/Music: Felice LattuadaCostumi/Costume Design: Gino C. SensaniScene/Scene Design: Fulvio Jacchia [Fulvio Paoli]
Montaggio/Editing: Mario BonottiProduzione/Production: Artisti Associati (1932)Distribuzione/Distribution: Artisti Associaticensura: 31841 del 27-01-1943
Trama: Dopo le campagne garibaldine il giovane professore di filosofia Giacomo Lanzavecchia ritorna al proprio paese pieno di speranze, ma trova una situazione molto difficile. L'anziano padre, infatti, fa abuso di alcool e, a causa della sua cattiva gestione, l'azienda in cui il giovane lavora fallisce. Giacomo, allora, si vede costretto a rinunciare al matrimonio con Celestina, un'orfana che è stata cresciuta dalla sua famiglia, e trova lavoro presso i conti Magnenzio. Nel castello dei nobili vive anche Celestina che un giorno, sorpresa nel sonno, viene violentata dal cinico e viziato figlio dei padroni di casa. La ragazza non trova il coraggio di raccontare l'accaduto al proprio fidanzato e la contessa Magnenzio, per evitare uno scandalo, la allontana mandandola in città presso alcune parenti. Poco tempo dopo, nel tentativo di riunirsi a Giacomo, la giovane fugge di notte e cerca di fare ritorno al paese, ma durante il cammino è sorpresa da una bufera di neve. Giunta ormai stremata a destinazione, Celestina muore tra le braccia del suo innamorato.