Regia/Director: Gabriele SalvatoresSoggetto/Subject: da omonima commedia teatraleSceneggiatura/Screenplay: Gabriele Salvatores,
Alessandro GenovesiInterpreti/Actors: Fabio De Luigi,
Diego Abatantuono,
Fabrizio Bentivoglio,
Margherita Buy,
Carla Signoris,
Valeria Bilello,
Alice Croci,
Gianmaria Biancuzzi,
Corinna Agustoni,
Sandra MiloFotografia/Photography: Italo PetriccioneCostumi/Costume Design: Patrizia ChericoniScene/Scene Design: Rita RabassiniMontaggio/Editing: Massimo FiocchiSuono/Sound: Mauro Lazzaro,
Luca NovelliProduzione/Production: Colorado Film Production - C.F.P.,
Rai CinemaDistribuzione/Distribution: 01 DistributionVendite all'estero/Sales abroad: Rai Tradecensura: 103249 del 25-02-2010
Trama: Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli sedicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta Ezio al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse. Happy Family è una confessione camuffata, un diario mascherato, una commedia che parla della paura di essere felici, di cambiare la nostra vita per qualcos'altro che non conosciamo.
Sinopsys: The destiny of two families becomes intertwined when two headstrong fifteen-year olds decide to get married. Because of a trivial road accident, Ezio is thrown into a sort of microcosm where parents may be wise but also nuttier than teens, mothers are neurotic but brave, grandmother are inevitably foolish, daughters are gorgeous and dogs are stubborn and in love. In short, two contemporary families which slip classifications and labels, and constantly evolve, in an unstable balance, alive, happy, bewildered. Happy Family is a disguised admission, a disguised diary, a play about fearing happiness, about the fear to turn to something we do not know.