Regia/Director: Alessandro D'AlatriSoggetto/Subject: Alessandro D'AlatriSceneggiatura/Screenplay: Alessandro D'Alatri,
Gennaro Nunziante,
Domenico StarnoneInterpreti/Actors: Fabio Volo,
Valeria Solarino,
Vittorio Franceschi,
Massimo Bagliani,
Gisella Burinato,
Thomas Trabacchi,
Gianluca Gobbi,
Paolo Jannacci,
Alessandro Garbin,
Julie Depardieu,
Cochi Ponzoni,
Arnoldo FoàFotografia/Photography: Italo PetriccioneMusica/Music: Fabio Barovero,
Roy Paci,
Simone Fabbroni,
Louis SicilianoCostumi/Costume Design: Gemma MascagniScene/Scene Design: Luigi MarchioneProduzione/Production: Rai Cinema,
Rodeo DriveDistribuzione/Distribution: 01 DistributionVendite all'estero/Sales abroad: Rai Tradecensura: 98845 del 25-03-2005
Altri titoli: The Fever
Trama: Mario Bettini, geometra di provincia, è un giovane ricco di idee, entusiasta della vita. Ha in cuore un sogno: aprire un locale con i propri amici. Per quel locale sarà disposto a vivere una porzione di vita provvisoria, accettando di indossare panni diversi dai suoi. Tutto il suo entusiasmo, le sue idee, i suoi progetti saranno vissuti di colpo dal mondo che lo circonda come una malattia contagiosa da curare con urgenza. S'imbatterà così nella comica della vita della burocrazia, fatta di bassi profili, trucchi, sotterfugi, mediocrità e umiliazioni. Solo l'amore e la poesia della vita saranno in grado di trasformare il sogno del suo locale in quello di un paese libero, dove si viene valutati per le proprie capacità, dove non penare per vedersi riconosciuti i propri diritti. Nell'interesse di tutti. Un paese finalmente capace di riconoscere e rifiutare il talento della mediocrità. Una divertente dichiarazione d'amore e rabbia per l'Italia. D'amore perché è impossibile non amarla. Di rabbia perché è un amore continuamente contrastato.
Sinopsys: Mario Bettini is a young man full of ideas and enthusiasm. He hopes to open a night-club with his friends and for the sake of this dream he is forced to adopt an image and live a life that he does not identify with. Suddenly he realises that the society around him considers his hopes and plans as a contagious disease in urgent need of treatment. Mario soon finds himself plunged into the comic and absurd world of Italian bureaucracy, with all its double dealing, subterfuge, mediocrity and humiliations. Eventually his dream of a night-club is transformed into that of a free country, where one can be esteemed and respected for one's own abilities and where one does not have to suffer for one's rights to be recognized, as a benefit not only for oneself but in everyone's best interests. Mario yearns for a country where the falsehood and hypocrisy of mediocrity will finally be refuted. This film is a bitter-sweet declaration of love for Italy as well as anger. The first because it is impossible not to love one's country, the second because this love is continually thwarted and opposed.