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Jona che visse nella balena



Regia/Director: Roberto Faenza
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Roberto Faenza, Filippo Ottoni
Interpreti/Actors: Jean-Hugues Anglade (Max), Juliet Aubrey (Hanna), Luke Petterson (Jona a 8 anni), Jenner Del Vecchio (Jona a 5 anni), Francesca De Sapio (Mme Daniel), Simona Faceva, Djoco Rosic (M. Daniel), Alexandrina Bojilova
Fotografia/Photography: Kende János
Musica/Music: Ennio Morricone
Costumi/Costume Design: Elisabetta Beraldo
Scene/Scene Design: Maria Ivanova, Gárdonyi László
Montaggio/Editing: Nino Baragli
Produzione/Production: Jean Vigo International, RAI-Radiotelevisione Italiana (Rete 1), French Production, Paris, Focusfilm, Budapest
Distribuzione/Distribution: Mikado Film
censura: 88497 del 22-03-1993
Altri titoli: Années d'enfance, Jonás, aki a cethal gyomrábanélt, Jona Lived in the Whale
Trama: A quattro anni, Jona vive ad Amsterdam felice con la mamma e il papà. Una mattina la famiglia deve partire in "viaggio". Destinazione: Westerbork, un villaggio a nord di Amsterdam trasformato in campo di smistamento per gli ebrei olandesi; poi Bergen-Belsen, un campo di transito in Germania, dove la follia nazista ha ammassato centinaia di famiglie di varie nazionalità per barattarle come merce di scambio con i prigionieri tedeschi. Agli occhi del piccolo Jona, guerra e persecuzioni si mostrano nella loro nudità, ridotte a semplici elementi: uniformi, cani, grida incomprensibili, distese irraggiungibili, situazioni promiscue, addii. E tuttavia in questo universo sconosciuto, il mondo infantile non rinuncia a costruire i propri giochi, i propri desideri, i propri riti.
Sinopsys: Jonah, aged four, lives happily with his parents in Amsterdam. One morning the family must "take a trip". Their destinations is Westerbork, a small village to the north of Amsterdam, an assembly point from which Jews are sent to the various camps. Then comes Bergen-Belsen, a transition camp where hundreds of Jewish families of all nationalities are detained, as "goods" to be bartered in exchange for German prisoners of war. War and persecution appear to Jonah in all their blatant crudeness, reduced to essential terms: uniforms, dogs, incomprehensible shouting, vast inaccessible fields, promiscuous situations farewells. And yet, even here, within this unknown universe, his child's mind continues to invent games, dreams, rites.

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