Regia/Director: Gianfranco CabidduSoggetto/Subject: Gianfranco CabidduSceneggiatura/Screenplay: Gianfranco CabidduInterpreti/Actors: Joaquim De Almeida (Sebastiano Catte),
Massimo Dapporto (barone Diana),
Laura Del Sol (Domenicangela),
Maria Carta (madre di Sebastiano),
Giovanni Guidelli (Bachis),
Lino Troisi (padre di Sebastiano),
Pablo Alarcon,
Mimmo Cuticchio,
Franco Noè,
Francesco Giordano,
Isella Orchis,
Tino Petilli,
Lia Careddu,
Mario Medas,
Emma Medas,
Efisio Melis,
Gianfranco Carta,
Andrea Mulas,
Giuseppe Corrias,
Pietro Potzulu,
Antonio Deiana,
Maria Grazia Bodio,
Jose Meloni,
Carlo Cabiddu,
Giovanni Mula,
Giancarlo Medas,
Giulio LandisFotografia/Photography: Carlo TafaniMusica/Music: Nicola PiovaniCostumi/Costume Design: Maria Rita BarberaScene/Scene Design: Livia BorgognoniMontaggio/Editing: Enzo MeniconiSuono/Sound: Luciano MuratoriProduzione/Production: C.L.C.T. - Cooperativa di Lavoratori del Cinema e del TeatroDistribuzione/Distribution: Istituto Luce spa - Italnoleggio Cinematograficocensura: 84446 del 21-02-1989
Trama: In Sardegna è esistito un gioco dell'odio e della morte le cui regole ferree erano fissate da sempre e amministravano la vita. Sono gli anni '50: Sebastiano è il figlio di un pastore, ma ha studiato. La madre vuole che il figlio dimostri la sua "balentia" con i libri, per sottomettere gli altri. Il padre di Sebastiano cade sotto le fucilate. Sebastiano ritorna e affronta il compito millenario della vendetta. Da quel momento la strada è segnata: arresti, prigione, ritorni al paese e, soprattutto, guerra. La catena dei fatti ha una sua mortale semplicità, agguato su agguato, morto per morto. Il gioco poi scappa di mano a tutti. Sebastiano è diverso, colpisce con mano diversa, non sa più colpire con la mano dei padri, ma non può smettere di colpire. Egli viene consegnato alla giustizia da qualcuno; al processo rifiuta il difensore e si limita a ribadire laconicamente la sua innocenza.