Regia/Director: Duccio TessariSoggetto/Subject: Sergio Corbucci,
Sergio CorbucciSceneggiatura/Screenplay: Duccio Tessari,
Giorgio Salvioni,
Duccio Tessari,
Giorgio SalvioniInterpreti/Actors: Pino Caruso (Marino Marini),
Juliette Mayniel (Antonella),
Victoria Zinny (Laura),
Carlo Hintermann (professore),
Michel Bardinet (Carlo),
Ely Galleani (Pat),
Gastone Pescucci,
Jole Silvani,
Arturo Palladino,
Enrico Ragusa (frate),
Francesco Puntieri,
Mimmo Giusti,
Giorgio Cristallini,
Alessandro AlessandroniFotografia/Photography: Claudio Cirillo,
Claudio CirilloMusica/Music: Benedetto Ghiglia,
Benedetto GhigliaScene/Scene Design: Luigi Scaccianoce,
Luigi ScaccianoceMontaggio/Editing: Mario Morra,
Mario MorraProduzione/Production: P.I.C. - Produzione Intercontinentale Cinematografica,
Ultra Film,
P.E.C.F., ParisDistribuzione/Distribution: Dear Internationalcensura: 55170 del 18-12-1969
Trama: L'arbitro Marino Maria Marini un bel giorno si sente dire dal professorone tedesco: "Lei signore sta per diventare donna!" Si può ben immaginare lo stato d'animo di Marino prossimo ad essere soltanto "Maria": sintomo evidente il calo della sua virilità. Con Laura, infatti, la bella amica della moglie, fa una figuraccia; in biblioteca dove cerca di documentarsi non si raccapezza e viene avvicinato da un tipo ambiguo; il conforto della "fede" si risolve in un gioco di parole, "L'anima non ha sesso" dice il vecchio frate che lo rimanda dalla moglie e dal figlio. Il povero Marino si sente distrutto, ma non dispera ancora del tutto anche se si sente franare il mondo attorno. Alla fine il colpo di scena che volge in burla il dramma e restituisce uomo tra gli uomini il nostro arbitro. Caruso - noto attore da cabaret - ci dà un'ottima interpretazione in questo film che per la prima volta lo vede protagonista a "tempo pieno", mentre appare per la prima volta sullo schermo l'ottantenne Enrico Ragusa, il frate.