Regia/Director: Mario MattòliSoggetto/Subject: Mario PelosiSceneggiatura/Screenplay: Vittorio Metz,
Marcello Marchesi,
Agenore Incrocci [Age],
Furio Scarpelli,
Mario PelosiInterpreti/Actors: Totò (Pietro Frittelli, il sindaco),
Totò (Paolo),
Totò (Totò),
Carlo Campanini (Oreste, marito di Clara),
Franca Marzi (Caterina, domestica di Paolo),
Elli Parvo (Teresa, moglie di Paolo),
Fulvia Mammi (Anna, figlia di Pietro),
Ada Dondini (madre di Giacometto),
Franco Pastorino (Giacometto),
Aroldo Tieri (Anacleto il sarto),
Diana Dei (signora Clara),
Bice Valori (moglie di Pietro),
Carlo Romano (comm. Buttafava Borelli),
Alberto Sorrentino (Giovannino),
Mario Castellani (Mario),
Guglielmo Inglese (cancelliere),
Enzo Garinei (Cicognetti, segretario comunale),
Ughetto Bertucci (Ughetto, primo cacciatore),
Bruno Lanzarini (dott. Paletta, nuovo pretore),
Gustavo Aldo Vecchi [Gustavo Vecchi]
(Umberto, lo scemo del paese),
Toto Mignone (Carloni, maresciallo dei carabinieri),
Pina Gallini (domestica del sindaco),
Aldo Giuffrè (avvocato del sindaco),
Aleardo Ward,
Liana Billi,
Gino CavalieriFotografia/Photography: Tonino Delli ColliMusica/Music: Armando FragnaMontaggio/Editing: Giuliana AttenniSuono/Sound: Biagio FiorelliProduzione/Production: Golden Film,
Ponti-De LaurentiisDistribuzione/Distribution: Indipendenti Regionalicensura: 10351 del 07-08-1951
Trama: In un paesino vivono due fratelli gemelli: Piero, sindaco del paese, è un uomo austero, rigido, egoista, mentre Paolo, superficiale e spregiudicato, si gode la vita. Il consiglio comunale ha approvato la costruzione di un nuovo penitenziario ma, benché i fondi siano disponibili, il sindaco rifiuta di versare la somma stabilita al proprietario del terreno, il quale è il fratello Paolo. Tutto il paese è interessato alla vicenda, che andrebbe per le lunghe se non intervenisse un nuovo personaggio: i gemelli infatti non sono due ma tre, e il terzo, che ha nome Totò, è appena uscito di prigione. Il sarto del luogo, ex-compagno di carcere di Totò, si serve della sua perfetta rassomiglianza con Paolo e Piero per tentare un colossale raggiro. Totò viene fatto passare per il sindaco Piero: come tale, firma il mandato per l'acquisto del terreno da parte del comune, poi si reca a casa di Paolo, di cui, per un equivoco, sembra insidiare la moglie. Nascono litigi, accuse e denuncie: Piero incolpa Paolo di truffa, Paolo accusa Piero di adulterio. Si giunge al processo in tribunale, dove però interviene Totò, il quale fa cadere le accuse svelando le macchinazioni del sarto.