Regia/Director: Clemente FracassiSoggetto/Subject: operaSceneggiatura/Screenplay: Renato Castellani,
Carlo Musso,
Fulvio PalmieriInterpreti/Actors: Amedeo Nazzari (Vitaliano Lamberti),
Tamara Lees (Anna Lamberti),
Fosco Giachetti (Tito Antonio Ansperti),
Clara Calamai (Giuditta Ansperti),
Antonio Annaloro (Giacomino),
Nyta Dover (ballerina Dollmann),
Harry Feist (ufficiale Varzis),
Fulvia Franco (ballerina Pochini),
Olga Vittoria Gentilli (contessa Teresa Lamberti),
Enrico Glori (Baraffini),
Paul Müller (Cesky, segretario di casa Lamberti),
Filippo Scelzo (gen. Rienz, governatore di Milano),
Desiderio Nobile,
Victor André,
Corrado Nardi,
Aldo Bettoni,
Alessio Ruggeri,
Lionello Zanchi (direttore della Scala)Fotografia/Photography: Aldo TontiMusica/Music: Enzo MasettiCostumi/Costume Design: Maria De MatteisScene/Scene Design: Gino BrosioMontaggio/Editing: Mario BonottiSuono/Sound: Biagio Fiorelli,
Enrico PalmieriProduzione/Production: Golden Film,
Ponti-De LaurentiisDistribuzione/Distribution: Golden Filmcensura: 9581 del 02-03-1951
Trama: 1858. Il dottor Antonio Ansperti di Como, coinvolto nell'attività clandestina della Giovane Italia, viene arrestato dalla polizia austriaca e processato. Un conterraneo, il conte Lamberti, interviene a suo favore presso il governatore di Milano, ma senza fortuna. Prima di essere condannato a morte, Ansperti affida al conte il compito di continuare l'azione patriottica. Per meglio giovare alla causa, Lamberti accetta così un alto incarico propostogli dal governatore, ma la sua decisione è male interpreta dalla moglie, la contessa Anna, anch'essa fervente patriota, che si allontana sempre più dal marito. Anna prova una forte simpatia per il giovane segretario del governatore, un esule polacco, e decide di fuggire con lui, ma la vedova di Ansperti la avverte in tempo facendole comprendere l'errore in cui stava per cadere. Per vendicarsi del repentino voltafaccia, l'esule denuncia Lamberti alla polizia. Il governatore, per non far venire alla luce lo scandalo, procura al conte un salvacondotto per Torino. Lamberti lo accetta, ma lo consegna subito al nipote Giacomino, gravemente compromesso nell'azione patriottica, poi si lascia arrestare.