Regia/Director: Luciano OdorisioSoggetto/Subject: Gino CaponeSceneggiatura/Screenplay: Gino Capone,
Carlo Lizzani,
Luciano Odorisio,
Piero ChiaraInterpreti/Actors: Alessandro Gassman (Giampaolo Osio),
Myriem Roussel (suor Virginia De Leyva),
Renato De Carmine (card. Federico Borromeo),
Augusto Zucchi (Don Paolo),
Flaminia Lizzani (conversa),
Almerica Schiavo (altra conversa),
Nicoletta Boris (suor Beatrice Castiglione),
Cyrus Elias (Giuseppe Molteno),
John Francis Lane (giudice Pirovano),
Alina De Simone,
Corallina Cataldi Tassoni,
Leonardo De Carmine,
Marika Ferri,
Francesca Maria Lesnoni,
Gea Martire,
Francesco Scali,
Francesco Acquaroli,
Luciano Baglioni,
Andrea Baker,
Stefania Bifano,
Achille Brunini,
Laura Devoti,
Riccardo Diana,
Tezzy Jemma,
Julian Jenkins,
John Karlsen,
Jorge Krimer,
Alfredo Moretti,
Clelia Piscitello,
Peter Pitsch,
Franco Pistoni,
Massimo Sarchielli,
Federica Tessari,
Eugenia Zanelli,
Berta DominguezFotografia/Photography: Romano AlbaniMusica/Music: Pino DonaggioCostumi/Costume Design: Enrico LuzziScene/Scene Design: Massimo RazziMontaggio/Editing: Enzo MeniconiSuono/Sound: Mario DallimontiProduzione/Production: Clemi Cinematografica,
ReteitaliaDistribuzione/Distribution: CDI Compagnia Distribuzione Internazionalecensura: 81922 del 17-10-1986
Altri titoli: Sacrilege
Trama: Un nobile sregolato, Giampaolo Osio, abita accanto al convento dove risiede Virginia De Leyva, figlia di un feudatario locale, divenuta suora. I due, dopo uno scontro iniziale, si amano e Giampaolo, nottetempo, si reca nella cella di Virginia per fare l'amore con lei e con le due suore che vivono nella stessa cella. Lo scandalo arriva alle orecchie del Cardinale Borromeo, mentre Giampaolo commette una serie di delitti per cercare di celare le prove della colpevolezza di Virginia. Il Cardinale fa arrestare suor Virginia e indice un processo in cui la monaca confessa la propria colpevolezza, mentre Giampaolo, datosi alla macchia, viene pugnalato da due cacciatori di taglie. Tredici anni dopo Virginia uscirà dalla sua terribile prigione vecchia, consumata e indebolita, ma profondamente pentita.