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Le cinque giornate



Regia/Director: Dario Argento
Soggetto/Subject: Dario Argento, Luigi Cozzi, Enzo Ungaro
Sceneggiatura/Screenplay: Dario Argento, Nanni Balestrini
Interpreti/Actors: Adriano Celentano (Cainazzo, il ladruncolo), Enzo Cerusico (Romolo, fornaretto romano), Marilù Tolo (contessa Tortiglioni), Sergio Graziani (barone Transunto), Carla Tatò (vedova), Luisa De Santis (partoriente), Glauco Onorato (Zampino-Libertà), Ennio Groggia, Loredana Martinez, Guerrino Crivello, Emilio Marchesini, Angiolino Manfredi, Germano Altomanni, Dante Martini, Salvatore Baccaro, Fulvio Mingozzi, Romanda Benac, Cristina Moranzoni, Danny B. Besquet, Ivana Monti, Ugo Bologna, Stefano Oppedisano, Luca Bonicalzi, Daniele Pagani, Luigi Castejon, Renato Paracchi, Alfredo Ciarpelloni, Ermanno Pasquini, Lino Cipriani, Claudio Pellegrini, Angelo Cova, Raffaele Pezzoli, Giorgio Saggioro, Agostino Di Berti, Mario Saviane, Tom Felleghi, Claudio Sforzini, Vanni Gamerro, Gaetano Scala, Ennio Groggia, Guido Spadea, Guglielmo Bardella, Fulvio Mingozzi, Loredana Benacca, Guerrino Crivello, Claudio Sforzini, Antonio Guerra
Fotografia/Photography: Luigi Kuveiller
Musica/Music: Giorgio Gaslini
Costumi/Costume Design: Elena Mannini
Scene/Scene Design: Giuseppe Bassan
Montaggio/Editing: Franco Fraticelli
Suono/Sound: Amedeo Casati
Produzione/Production: Seda Spettacoli
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 63685 del 17-12-1973
Trama: Milano, 1848. Il 18 marzo la città si solleva contro gli austriaci. Nella confusione si spalancano le porte delle prigioni e il ladruncolo Cainazzo trova la libertà. Ma che libertà? Intorno a lui è l'inferno: gli austriaci cercano di soffocare la rivolta, ma gli stessi rivoltosi non sono d'accordo tra loro, si dividono in fazioni e combattono aspramente. Egoismo e doppiogioco regnano sovrani. Cainazzo, con furbo istinto contadino, comprende che questa lotta non lo riguarda, che i fili del gioco sono tirati da ben altre mani, che a lui non resta che badare ai casi propri. Ed è quel che fa, in compagnia di un fornaretto immigrato da Roma, a cui una cannonata ha distrutto la panetteria. Indescrivibili le avventure e le disavventure dei due amici, coinvolti loro malgrado in una pagina di storia che a loro palesa solo gli aspetti più ingrati. Il fornaretto, ingenuo e indifeso, finirà addirittura davanti ad un plotone di esecuzione italiano; e a Cainazzo non resta che gridare, a quanti esultano per l'avvenuta - ma provvisoria - liberazione della città, un amaro e rabbioso "Vi hanno fregato!".

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