Regia/Director: Alfonso BresciaSoggetto/Subject: Giorgio Carlo RossiSceneggiatura/Screenplay: Giacinto Ciaccio,
Massimo D'AvackInterpreti/Actors: Orchidea De Santis (Anna),
Franco Ressel (avvocato feticista),
Susy Andersen (ninfomane),
Edgardo Siroli (sadico),
Maria Pia Conte,
Elisabetta Fanti,
Gioia Desideri,
Sergio Doria,
Willy van Dervalle,
Massimo Foschi,
Evaristo Maran [Evar Maran],
Ilona Drasch,
Marceìlo Tamborra,
Dott. Emilio Servadio,
Dott. Enzo Scotto,
Dott. Lavina,
Dott. Enrico Oliva,
Dott. George Klinosky,
Dott Ugo BoccalettiFotografia/Photography: Fausto RossiMusica/Music: Italo FischettiCostumi/Costume Design: Gloria CiardiScene/Scene Design: Claudio GiambancoMontaggio/Editing: Emilio LopezSuono/Sound: Pietro SpadoniProduzione/Production: Roas ProduzioniDistribuzione/Distribution: Indipendenti Regionalicensura: 53339 del 06-03-1969
Altri titoli: Im Labyrinth der Sexsualität
Trama: Una firma illustre, quella del professor Emilio servadio, avalla la fatica del regista Brescia, che con questo film-inchiesta illustra, attraverso deviazioni e perversioni sessuali, la funzione e il peso del sesso nella società contemporanea. Il regista chiarisce soprattutto cosa ci sia all'origine dei fenomeni più morbosi, delle anormalità che destano scandalo nell'opinione pubblica sana, e delle quali il responsabile non è quasi mai colpevole, una volta trovati i come e i perché in chiave psicanalitica.
Le spiegazioni fornite dal film sono chiare: alcuni fenomeni, quello del voyeurismo - per esempio - o quelli del feticismo, del lesbismo, della pederastia, sono analizzati mostrando lo strettissimo rapporto corrente tra il trauma infantile e il comportamento adulto. Un pubblico sempre più curioso sull'argomento potrà senz'altro apprezzare il lavoro di Brescia, sempre tenuto nei limiti della divulgazione evitando facili quanto morbosi compiacimenti.