Regia/Director: Marco FerreriSoggetto/Subject: Marco FerreriSceneggiatura/Screenplay: Marco Ferreri,
Sergio BazziniInterpreti/Actors: Michel Piccoli (Glauco),
Anita Pallenberg (Anita, sua moglie),
Gigi Lavagetto (collega),
Mario Jannilli (violinista),
Carole André (ragazza della barca),
Carla Petrillo (amica di Anita),
Adriano Aprà (presentatore TV),
Annie Girardot (Sabina, cameriera)Fotografia/Photography: Mario VulpianiMusica/Music: Teo UsuelliScene/Scene Design: Nicola TamburroMontaggio/Editing: Mirella MencioSuono/Sound: Carlo DiotalleviProduzione/Production: PegasoDistribuzione/Distribution: Ital-Noleggio Cinematograficocensura: 52905 del 17-12-1968
Altri titoli: Dillinger is Dead, Dillinger est mort
Trama: Un uomo assolutamente normale ritorna a casa una sera e trova la moglie addormentata e la cena fredda sul tavolo. Decide di preparasi un piatto da buongustaio e si mette al lavoro. Da quel momento tutto quello che fa è un susseguirsi di gesti banali, quotidiani, forse un po' annoiati. Ma fra questi gesti vi è il ritrovamento di una vecchia pistola avvolta in un giornale che parla dell'uccisione di Dillinger. Trascinato in un meccanismo che non afferra neppure, l'uomo pulisce la pistola, la carica e uccide la moglie. All'alba si allontana tranquillo - libero da tutto - e si imbarca come cuoco su uno yacht in partenza per Tahiti.
Il film reca l'impronta caratteristica del suo autore, Marco Ferreri, soprattutto nel modo distaccato di raccontare una storia che, in fondo, è terribile. I significati del film sono trasparenti: questa volta il regista ha dato libero sfogo alla protesta anarchica per la quale è importante più il colpo di pistola che la vittima da colpire. Un gesto di rivolta portata al livello mediocre della vita quotidiana.