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Un tranquillo posto di campagna



Regia/Director: Elio Petri
Soggetto/Subject: Tonino Guerra, Elio Petri
Sceneggiatura/Screenplay: Luciano Vincenzoni, Elio Petri
Interpreti/Actors: Franco Nero (Leonardo Ferri), Vanessa Redgrave (Flavia), Georges Geret (Attilio), Gabriella Grimaldi (Wanda), Madeleine Damien (medre di Wanda), Rita Calderoni (Egle), Renato Menegatto (amico di Egle), David Mansell (medium), John Francis Lane (infermiere), Valerio Ruggeri, Arnaldo Momo, Costantino De Luca, Marino Biagiola, Piero De Franceschi, Camillo Besenzon, Renato Lupi, Umberto Di Grazia, Giuseppe Bella, Bruna Simionato, Onofrio Fulli, Elena Vicini, Sara Momo, Otello Cazzola, Graziella Simionato, Giulia Menin
Fotografia/Photography: Luigi Kuveiller
Musica/Music: Ennio Morricone
Costumi/Costume Design: Franco Carretti
Scene/Scene Design: Sergio Canevari
Montaggio/Editing: Ruggero Mastroianni
Produzione/Production: P.E.A. - Produzioni Europee Associate di Grimaldi Maria Rosa, Produzioni Associate Delphos, Productions Artistes Associés, Paris
Distribuzione/Distribution: P.E.A.
censura: 52702 del 13-11-1968
Altri titoli: A Quiet Place in the Country, Un coin tranquille à la campagne
Trama: E' forse la prima volta che un regista italiano racconta una classica "ghost story", di quelle care alla narrativa inglese: Petri l'ha collocata in un contesto attuale, quale è la crisi di un artista inserito a forza nella società dei consumi. Reso nevrotico dagli elettromestici, dall'amante e dal successo, il pittore Leonardo Ferri si ritira in una villa veneta: qui lo perseguita il fantasma di Wanda, una fanciulla morta durante la guerra, che in quella casa aveva molto amato, dopo aver soggiogato tutti gli uomini del luogo. Il fantasma tenta di uccidere l'amica del pittore e riesce a far perdere la ragione a Leonardo, che, dopo molte ossessioni (sogna di uccidere e di tagliare a pezzi l'amica), viene rinchiuso in manicomio dove ricomincia a dipingere, e i suoi quadri si vendono più che mai. Il film è un chiaro apologo sulla condizione odierna dell'artista, che invano ricerca una condizione di spirito che l'attuale società gli nega.

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