Regia/Director: Sergio CorbucciSoggetto/Subject: Franco Solinas,
Giorgio ArlorioSceneggiatura/Screenplay: Luciano Vincenzoni,
Sergio Spina,
Adriano Bolzoni,
Sergio CorbucciInterpreti/Actors: Franco Nero (Serghei Kowalski),
Tony Musante (Paco Roman),
Jack Palance (Ricciolo),
Giovanna Ralli (Columba),
Franco Giacobini (Pepote),
Eduardo Fajardo (Alfonso Garcia),
Franco Ressel (baro),
Raffaele Baldassarre [Raf Baldassarre]
(minatore rivoluzionario),
Alvaro De Luna,
Ugo Adinolfi,
Joe Kamel,
José Canalejas,
Francisco Nieto,
Vicente RocaFotografia/Photography: Alejandro UlloaMusica/Music: Ennio Morricone,
Bruno NicolaiCostumi/Costume Design: Juan HenzeScene/Scene Design: Piero FilipponeMontaggio/Editing: Eugenio AlabisoSuono/Sound: Carlo Diotallevi,
Alfredo PoloProduzione/Production: P.E.A. - Produzioni Europee Associate di Grimaldi Maria Rosa,
Produzioni Associate Delphos,
Profilms 21, MadridDistribuzione/Distribution: P.E.A.censura: 52903 del 17-12-1968
Altri titoli: Bill el mercenario, Salario para matar, The Mercenary, El mercenario, Die Gefürchteten Zwei
Trama: Nel 1915, in piena rivoluzione messicana, un mercenario polacco (Sergej Cowalski, come il protagonista di "Un tram che si chiama desiderio") si trova a scegliere tra prestare i propri servigi all'oppressore militare o sposare la causa della rivoluzione. Da questa ultima parte c'è un bandito-patriota con cui, alla fine di una serie d'appassionanti avventure, il mercenario avrà stabilito una sorta di umano e simpatico sodalizio. La lotta per la libertà, insomma, rende diversi e migliori i due uomini.
E' noto che il "filone messicano" del "western italiano" si presta benissimo al temperamento dei nostri registi. Corbucci non ha fatto eccezione alla regola, costruendo un ben impostato film in cui l'avventura si mescola all'ironia, con personaggi vicini alla nostra mentalità latina. Tutti gli attori sono simpaticamente credibili e la regia non risparmia emozioni.