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Il marito è mio e l'ammazzo quando mi pare



Regia/Director: Pasquale Festa Campanile
Soggetto/Subject: Racconto di Aldo De Benedetti
Sceneggiatura/Screenplay: Luigi Magni, Stefano Strucchi, Jaja Fiastri
Interpreti/Actors: Catherine Spaak (Allegra), Hywell Bennett (Leonardo), Hugh Griffith (Ignazio), Romolo Valli (Demetrio), Gianrico Tedeschi (impagliatore), Francesco Mulè (Costanzo), Milena Vukotic (Prassede), Leopoldo Trieste (signore barbuto), Pina Cei (Paolina), Gianni Magni, Vittorio Caprioli (Spinelli), Paolo Stoppa (Spernanzoni)
Fotografia/Photography: Roberto Gerardi
Musica/Music: Armando Trovajoli
Costumi/Costume Design: Lucia Mirisola
Scene/Scene Design: Flavio Mogherini
Montaggio/Editing: Ruggero Mastroianni
Suono/Sound: Alberto Bartolomei, Danilo Moroni
Produzione/Production: Clesi Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Medusa
censura: 50798 del 02-02-1968
Trama: "Divertissement" fine a se stesso. E perché no? Quando si ride e l'intelligenza non manca, sia il benvenuto. Si sa che quando corrono quarant'anni di differenza tra moglie e marito, proprio tutto non quadra alla perfezione, specialmente allorché s'inserisce il giovane aitante che vuole stringere i tempi. Da qui i mille modi escogitati dalla coppia "ex lege" (ma secondo natura): dal letto sollevato all'altezza del lampadario (ma qui sta per errore...), alla piscina senz'acqua, dalla dinamite al treno nella serra. Ma il "matusa" ha mille vite e molta fortuna dalla sua. Alla fine, forse pensando che quest'ultima può sempre venir meno, si finge morto e lascia saggiamente che i colombi s'involino. Diretto con brio da Festa Campanile, il film sfoggia una smagliante ed elegantissima Catherine Spaak, e un "decor" di Flavio Mogherini di grande eleganza. Romolo Valli sembra nato maggiordomo, tanto è bravo.

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