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Vecchia guardia (1935)

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Vecchia guardia (1935)



Regia/Director: Alessandro Blasetti
Soggetto/Subject: Giuseppe Zucca, Livio Apolloni
Sceneggiatura/Screenplay: Giuseppe Zucca
Interpreti/Actors: Gianfranco Giachetti (dott. Claudio Gardini), Mino Doro (Roberto, figlio di Claudio Gardini), Franco Brambilla (Mario, figlio minore di Claudio Gardini), Maria Puccini (Lina, moglie di Claudio Gardini), Barbara Monis (Maria, la maestrina), Graziella Antonelli (Lucietta, sorella di Lina), Ugo Ceseri (Marcone), Umberto Sacripante (Tralicò, il pazzo), Graziella Betti (ragazza del convento), Gino Viotti (sindaco), Cesare Zoppetti (assessore), Aristide Garbini (usciere), Idolo Tancredi [Italo Tancredi] (Tacconi, l'infermiere), Ugo Gracci (sor Genesio, il fabbro), Giovanni Grasso (commissario), Dina Romano (Carolina, la domestica), Aldo Frosi (Ronchetti), Amina Pirani Maggi (moglie del sindaco), Walter Lazzaro (Giuseppe Bonamici), Andrea Checchi (Pompeo, uno squadrista), Ugo Sasso (squadrista), Alfredo Varelli (terzo squadrista), Memmo Carotenuto (infermiere in sciopero che tira un bicchiere), Sergio Carmignani, Vasco Creti, Fernando De Crucciati, Arnaldo Baldaccini, Leo Bomba
Fotografia/Photography: Otello Martelli
Scene/Scene Design: Leo Bomba
Montaggio/Editing: Ignazio Ferronetti
Suono/Sound: Giovanni Paris, Giuseppe Caracciolo
Produzione/Production: Fauno Film
Distribuzione/Distribution: Filmimpero
censura: 28746 del 31-01-1935
Altri titoli: Mario
Trama: Ottobre 1922. È l'alba. Dopo aver compiuto una spedizione punitiva, una squadraccia fascista a bordo di alcuni camion fa ritorno in una cittadina di provincia non distante da Roma. Intanto, gli infermieri del manicomio locale sono entrati in sciopero. Informato del fatto, il dottor Cardini, primario dell'ospedale, si reca dagli infermieri per cercare di convincerli a riprendere il lavoro. Dopo aver aggredito un parlamentare socialista giunto in paese, alcuni squadristi, guidati da Roberto, figlio di Cardini, compiono una spedizione punitiva contro i lavoratori. In risposta a questa azione viene allora indetto lo sciopero generale con la conseguente interruzione dei servizi elettrici. Mentre i fascisti accorrono verso le centrali elettriche, si verificano alcuni scontri con gli scioperanti. Mario, fratello minore di Roberto, rimane ucciso. La tragica fine del giovane provoca una tregua tra le parti avverse, unite dallo stesso dolore, mentre tra Roberto e la maestra di Mario, uniti dall'amicizia delle rispettive famiglie e dalla comune fede fascista, sboccia l'amore. L'indomani, insieme ai suoi camerati, Roberto parte per raggiungere Orte, dove altri gruppi di giovani si sono concentrati per marciare su Roma.

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