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Marco Visconti (1941)

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Marco Visconti (1941)



Regia/Director: Mario Bonnard
Sceneggiatura/Screenplay: Oreste Gasperini, Cesare Vico Lodovici, Vittorio Nino Novarese
Interpreti/Actors: Carlo Ninchi (Marco Visconti), Mariella Lotti (Bice del Balzo), Roberto Villa (Ottorino Visconti), Alberto Capozzi (Lodrisio Visconti), Guglielmo Barnabò (Oldrado del Balzo), Ernesto Almirante (Tremacoldo), Mario Gallina (Pelagrua), Augusto Di Giovanni (Lupo), Luigi De Antoni [Alfredo De Antoni] (conte Rusconi), Ninì Dinelli (Lauretta), Corrado De Cenzo (primo mercante), Cesare Fantoni (secondo mercante), Gildo Bocci (taverniere), Vasco Creti (congiurato), Gino Fossi (congiurato), Nico Pepe (congiurato), Edoardo Toniolo (congiurato), Renato Navarrini, Felga Lauri, Giovanni Dal Cortivo, Antonio Marietti, Luigi Erminio D'Olivo, Vittoria Carpi, Ruggero Capodaglio, Bruno Calabretta, Aristide Garbini, Franco Cuppini, Alfredo Petroni, Edoardo Borelli, Giovanni Stupin, Desiderio Nobile [Rio Nobile], Amedeo Trilli, Nino Marchetti, Mario Colambassi, Jolanda Fantini, Saro Urzì, Giorgio Ravalico, Cesare Polacco
Fotografia/Photography: Mario Albertelli
Musica/Music: Giulio Bonnard
Costumi/Costume Design: Vittorio Nino Novarese
Montaggio/Editing: Renzo Lucidi
Suono/Sound: Carlo Passerini
Produzione/Production: Consorzio Italiano Filmi
Distribuzione/Distribution: Ente Nazionale Industrie Cinemat. ENIC
censura: 31261 del 22-03-1941
Altri titoli: Le chevalier noir, Verschwörer
Trama: Ducato di Milano, a cavallo tra XIII e XIV secolo. Marco Visconti, potente vassallo del duca, proibisce al giovane cugino di sposare la contessina Bice Del Balzo, perché la vorrebbe per sé. La ragazza, infatti, è figlia della donna, ormai morta, che Marco aveva amato vent'anni prima e che non aveva potuto sposare perché già promessa a un altro dai familiari. La somiglianza fra le due donne è impressionante e il potente aristocratico, convinto di poter far rivivere il passato, fa rapire Bice con l'aiuto di un cinico cortigiano. Ma il cugino dell'uomo interviene e, dopo un duello, Marco si rende conto del proprio errore. Decide allora di rimediare e, fatti incontrare i due innamorati, concede loro il proprio perdono e il permesso per il matrimonio.

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