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I due sergenti (1936)

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I due sergenti (1936)



Regia/Director: Enrico Guazzoni
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Nunzio Malasomma, Carlo Bernardi
Interpreti/Actors: Evi Maltagliati (Marilyne Gould), Gino Cervi (Federico Martelli/Guglielmo Salvoni), Enzo Biliotti (Howe), Mino Doro (sergente Roberto Magni), Luisa Ferida (Lauretta, la crestaia), Ugo Ceseri (caporale Fracassa), Nella Maria Bonora (Anna Martelli), Lamberto Picasso (La Croix), Vera Dani (Pia Martelli), Margherita Bagni (zia Luisa), Tatiana Pavoni (madame Jeanette), Matilde Casagrande (commessa dell'emporio), Ivana Claar [Ivana Diani] (commessa dell'emporio), Giuliana Gianni (commessa dell'emporio), Alida Valli [Alida Maria Altenburger] (commessa dell'emporio), Valentino Bruchi (Gravel), Emilio Petacci (colonnello inquirente), Giovanna Scotto (madre agli arresti), Umberto Casilini (notaio Ferroni), Leo Chiostri, Alfredo Menichelli, Giovanni Carlo Giacchetti, Ada Cannavò, Giorgio Capecchi (banditore), Antonio Centa (Carlo Duval/George Masson), Nico Pepe (ufficiale galante), Nicola Maldacea (veterano), Leo Bartoli, Giovanni Dal Cortivo, Vasco Creti, Mariù Gleck, Loris Gizzi, Eugenio Cappabianca, Remo Lotti, Edoardo Toniolo, Nino Pavese, Mario Scepi, Giotto Tempestini, Alica Maggini, Gildo Meneghetti, Rosalia Maggio, Nello Lughetti, Athos R. Natali, Celeste Aida Zanchi, Gianfranco Zanchi, Titti Leinmüller (commessa dell'emporio), Jole Tinta (commessa dell'emporio)
Fotografia/Photography: Arturo Gallea, Augusto Tiezzi
Musica/Music: Pietro Clausetti, Alessandro Cicognini
Costumi/Costume Design: Umberto Torri, Gerardo Cinti
Scene/Scene Design: Virgilio Marchi, Enrico Guazzoni
Montaggio/Editing: Gino Talamo
Suono/Sound: Raoul Magni
Produzione/Production: Manderfilm
Distribuzione/Distribution: Manderfilm
censura: 29382 del 26-10-1936
Altri titoli: Los dos sergentos, Les deux sergents
Trama: Un ufficiale dell'Ammiragliato francese consegna alcuni piani segreti a una donna, spia della coalizione antinapoleonica: il suo superiore tenta di riparare al mal fatto evitando lo scandalo, ma è invece a sua volta coinvolto, condannato e costretto a vivere lontano dalla famiglia sotto il falso nome di Guglielmo Salvoni. Arruolatosi nell'armata d'Italia, diventa sergente e assieme a un suo fraterno amico è assegnato al cordone sanitario che isola un villaggio colpito dal vaiolo. Impietositi dal dolore di una madre, violano il regolamento e sono condannati a morte: ma solo per uno di loro la sentenza verrà eseguita. La sorte designa l'ex comandante; e il suo compagno ottiene di rimanere come ostaggio mentre l'amico durante la notte va a dare l'ultimo saluto alla sua famiglia. Vari incidenti rallentano il ritorno di Guglielmo e già è schierato il plotone di esecuzione per l'ostaggio quando (per confessione del traditore costituitosi dopo sei anni) la vera identità del sergente viene scoperta: la condanna è sospesa, poi arriva anche il perdono dell'Imperatore.

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