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La damigella di Bard (1936)

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La damigella di Bard (1936)



Regia/Director: Mario Mattòli
Sceneggiatura/Screenplay: Aldo De Benedetti, Mario Mattòli
Interpreti/Actors: Emma Gramatica (Maria Clotilde di Bard), Mirella Pardi (Renata), Amelia Chellini (signora Ponzetti), Olga Pescatori (Denise), Nora D'Alba (Maria Clotilde da ragazza), Norma Nova (moglie di Fernando), Pina Valli (Orsolina), Luigi Cimara (marchese Luciano di Pombia), Armando Migliari (ragionier Amilcare Pacotti), Cesare Bettarini (Franco Toscani), Romolo Costa (conte Amedeo), Vasco Creti (papà Ponzetti), Mario Brizzolari (ufficiale giudiziario), Luigi Pavese (avvocato Palmieri), Eugenio Duse (Filippo Carli), Carlo Tamberlani (Ferdinando di Bard), Achille Majeroni (padre di Maria Clotilde), Amina Pirani Maggi (contessa amica della damigella), Anna Capodaglio (baronessa, altra amica della damigella), Calisto Bertramo (conte presidente del Comitato di Beneficienza), Federico Collino (antiquario), Albino Principe (figlio di Pacotti)
Fotografia/Photography: Anchise Brizzi
Musica/Music: Franco Casavola
Costumi/Costume Design: Gino C. Sensani
Scene/Scene Design: Gastone Medin
Suono/Sound: Giovanni Paris
Montaggio/Editing: Fernando Tropea
Produzione/Production: Industrie Cinematografiche Italiane "I.C.I."
Distribuzione/Distribution: ICI
censura: 29331 del 30-09-1936
Trama: Torino, prima metà dell'Ottocento. Il noto diplomatico Costantino Nigro chiede al conte di Bard la mano di sua figlia Maria Clotilde, ma il nobiluomo rifiuta perché la ragazza è ancora troppo giovane. I due innamorati, però, si ripromettono di scriversi. Passa il tempo e Maria Clotilde, ormai anziana e ridotta in miseria a causa di un amministratore disonesto, viene sfrattata per morosità dal proprio lussuoso palazzo. Ma il marchese che rileva i suoi beni permette alla donna di sistemarsi in un abbaino all'interno dell'edificio. Presto l'anziana signora diviene la confidente della figlia del marchese, che a causa dell'ostilità del padre non può sposare l'ingegnere aeronautico di cui è innamorata: il ragazzo, infatti, non conosce i propri genitori e per questo il nobiluomo si rifiuta di acconsentire al matrimonio. Presto, però, l'anziana contessa scopre che il giovane ingegnere è suo nipote: molti anni prima il fratello della nobildonna aveva avuto un figlio, ma, prima ancora di poterlo riconoscere, era stato fu ucciso; il bambino, in seguito, era stato rapito. La prova della vera identità del ragazzo sta in una lettera conservata dalla donna in uno scrigno, appartenente al carteggio giovanile tra lei e Nigra. In questo modo, la nobildonna riesce a riprendere possesso dei suoi beni e ad aiutare i due giovani a sposarsi, dimostrando l'origine nobile del giovane ingegnere.

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