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Lo sgarro (1961)

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Lo sgarro (1961)



Regia/Director: Silvio Siano
Soggetto/Subject: Silvio Siano, Mario Di Nardo, Sabatino Ciuffini
Sceneggiatura/Screenplay: Silvio Siano, Mario Di Nardo, Sabatino Ciuffini
Interpreti/Actors: Gérard Blain (Paolo), Gordana Miletic (Rosaria), Charles Vanel (don Vincenzo), Saro Urzì (Carmelo), Piero Palermini (Pietro), Ombretta Ostenda (Assuntina), Ubaldo Granata (don Michele), Ettore Annunziata (Turi), Giacomo Furia (Ciro), Nino Vingelli (Alberto), Pasquale Martino (don Antonio), Luisa Conte, Antonietta Genovesi (Mariella)
Fotografia/Photography: Toni (Antonio) Secchi
Musica/Music: Gino Peguri
Costumi/Costume Design: Luciana Marinucci
Scene/Scene Design: Franco Mangini
Montaggio/Editing: Gabriele Varriale
Produzione/Production: Giovanni Addessi Produzione Cinematografica, U.G. Cinematografica, Addessi, G., C.F.F.P. (Comptoir Français du Film Production), Paris
Distribuzione/Distribution: Variety Film
censura: 36301 del 21-12-1961
Altri titoli: Solitudine, Quand la colère éclate
Trama: La camorra gestisce il mercato boario di Nola, stabilendo qualità e prezzo del bestiame. Paolo, che ne ha abbastanza dei soprusi, osa sfidare Carmelo, sgherro di don Michele, il caporione della zona. Tra Carmelo e Paolo scoppia una rissa, subito sedata dall'intervento di don Michele che, apprezzando il coraggio di Paolo, anziché attuare una ritorsione nei suoi confronti per essersi ribellato, gli propone di entrare a far parte della sua organizzazione malavitosa. Paolo, inorgoglito dalla proposta del camorrista, accetta, esecrato dalla famiglia e dagli amici. Tuttavia, un giorno, quando il tracotante Carmelo cerca di prendere del bestiame dalla stalla del padre, Paolo si ribella, aggredendo e scacciando Carmelo. Lo sgarro commesso verso la camorra costa caro a Paolo: mentre è in piazza viene pubblicamente offeso da don Michele; il giovane allevatore reagisce colpendo con un pugno il boss e Carmelo gli spara. Ma la mira del killer è sbagliata e viene uccisa Assuntina, nipote di Paolo. È la scintilla che fa risvegliare la coscienza del paese: la popolazione trova finalmente la forza di ribellarsi alla cosca di don Michele, che viene sconfitto. Paolo torna a lavorare con la sua famiglia.

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