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The Lack (2015)

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The Lack (2015)



Regia/Director: Jacopo Bedogni, Niccol? Massazza
Soggetto/Subject: Beatrice Bulgari, Mitra Divshali
Sceneggiatura/Screenplay: Beatrice Bulgari, Mitra Divshali, Jacopo Bedogni, Niccol? Massazza
Interpreti/Actors: Lea Mornar (Eve), Xin Wang (Xiu), Giorgia Sinicorni (Anja), Ginevra Bulgari (Nour), Emanuela Villagrossi (Greta), Cinzia Brugnola (Sarah), Sofia Di Negro (bambina)
Fotografia/Photography: Giuseppe Domingo Romano, Gherardo Gossi
Musica/Music: Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo
Montaggio/Editing: Benni Atria
Produzione/Production: In Between Art Film, Vivo Film S.r.l.
censura: 109309 del 20-01-2015
Trama: The Lack ? un film che evoca attraverso quattro quadri di donne il sentimento della mancanza. Ognuno di questi quattro caratteri femminili apre uno squarcio nel vuoto, La storia funziona per espansione lenta nelle relazioni sottili che aleggiano nelle scene, mantenendo una tensione drammatica strettamente visiva. La scelta di una narrazione non strutturata ? legata al concetto di " mancanza ", dove la frammentazione ? l' espressione maggiore della contemporaneit?. Questa frammentariet? la ritroviamo nei quattro capitoli che hanno come comune denominatore il viaggio, un gesto forte e liberatorio, fuori da una normale connotazione spazio temporale, e la totale assenza di altri esseri umani. Nel primo capitolo una donna affronta il dolore di un abbandono attraverso una lunga attesa notturna che scaturisce in un gesto forte e liberatorio. L'ossessione d'amore lascia spazio ad una solitudine completa e consapevole in cui il gesto violento trova la sua capacit? di esistere in una natura sublime, bellissima e matrigna. Il secondo capitolo si svolge in una terra lontana, un paesaggio immerso nella solitudine. Il nucleo di questo capitolo ? il "viaggio" da uno stato conosciuto verso una dimensione inesplorata. Attraverso la loro relazione, due sorelle esprimono il sentimento difficile e necessario del distacco. La sorella adulta sta lasciando il suo luogo di origine per partire verso un mondo altro che non conosciamo, un viaggio rituale che la donna "deve" compiere. Una fiaba ancestrale, in cui viene espresso il sentimento difficile e necessario del distacco. Nel momento in cui la giovane sorella vede partire l'altra intraprende a sua volta un viaggio per consegnarle una pianta che costituisce il germoglio della speranza e della vita. Il terzo capitolo racconta il tentativo di una giovane donna cinese di portare a compimento le ultime volont? del padre: rendere omaggio ad un regista del cinema che ha avuto una grande influenza nella storia del padre e che lui non ha potuto in vita onorare come avrebbe voluto. Attraverso una lettera, la voce fuori campo del padre chiede alla figlia di esauidire e portare a compimento il suo desiderio. La donna trova dunque "il suo modo" e compie un omaggio al padre sia in senso letterale sia in senso mistico. Dopo una lunga performance la donna riporta il Faro/proiettore sull'isola di Lisca Bianca dove M.Antonioni ha girato l'Avventura Nel quarto capitolo, attraverso una seduta psicanalitica, una donna ripercorre un viaggio interiore dentro se stessa. Attraverso le sue parole e le sue visioni, questa donna cerca di ricomporre i pezzi della sua esistenza frantumata, cercando di ricostruirsi. Per questa ragione non vediamo mai il suo volto, ma siamo accompagnati dal suo racconto e dalle visioni del suo mondo inconscio e onirico. Lo sguardo dell'analista accoglie le sue parole.

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