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Due partite (2009)

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Due partite (2009)

The ladies get their say



Regia/Director: Enzo Monteleone
Soggetto/Subject: da com. teatrale di C.Comencini
Sceneggiatura/Screenplay: Cristina Comencini, Enzo Monteleone
Interpreti/Actors: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher
Fotografia/Photography: Daniele Nannuzzi
Musica/Music: Giuliano Taviani
Costumi/Costume Design: Marina Roberti
Scene/Scene Design: Paola Comencini
Suono/Sound: Andrea Giorgio Moser
Montaggio/Editing: Cecilia Zanuso
Produzione/Production: Cattleya, Rai Cinema
Distribuzione/Distribution: 01 Distribution
censura: 102432 del 26-02-2009
Altri titoli: The ladies get their say
Trama: Anni '60: una partita a carte per stare insieme. Ogni giovedì quattro amiche si raccontano amori e tradimenti, teorizzando la maternità, la vita e i problemi del matrimonio. Litigano, ridono, parlano con complicità e un po' di cinismo. Trent'anni dopo: le figlie si ritrovano al funerale di una delle madri. Sono le stesse bambine che, durante le partite a carte, giocavano nella stanza accanto. Come le loro madri, si confidano sogni e paure, il tempo che passa, il rapporto con il lavoro, il desiderio di maternità. Sono passati decenni ma l'identità femminile sembra inalterata, nonostante la carriera e l'emancipazione; essere donna significa oggi come allora energia, allegria, fatica e dolore.
Sinopsys: The 60's: a card game to spend some time together. Every Thursday, four girlfriends reveal their loves and betrayals, exchange their thoughts on children, life and marriage. They argue, they laugh. They are supportive and cynical. Thirty years later, their daughters attend the funeral of one of the mothers. These were the little girls who played in the next room during the card games. Just like their mothers, they talk about their dreams and fears, the passing of time, their jobs and their wish to have children. Decades have passed, but the female identity seems unchanged. Despite the careers and the newfound freedom, being a woman is still all about energy and joy, toil and pain.

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