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Il mio domani (2011)

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Il mio domani (2011)

My Tomorrow



Regia/Director: Marina Spada
Soggetto/Subject: Marina Spada, Daniele Maggioni, Maria Grazia Perria
Sceneggiatura/Screenplay: Marina Spada, Daniele Maggioni, Marina Spada
Interpreti/Actors: Claudia Gerini (Monica), Raffaele Pisu (padre Monica), Claudia Coli (Simona), Paolo Pierobon (Vittorio), Lino Guanciale (Lorenzo), Enrico Bosco (Roberto)
Fotografia/Photography: Sabina Bologna, Giorgio Carella
Musica/Music: Paolo Fresu, Bebo Ferra
Costumi/Costume Design: Sabrina Beretta
Scene/Scene Design: Alessio Baskakis
Montaggio/Editing: Carlotta Cristiani
Produzione/Production: Film Kairos, Rai Cinema
Distribuzione/Distribution: Iris Film
Vendite all'estero/Sales abroad: SND-Groupe M6
censura: 104394 del 08-06-2011
Altri titoli: My Tomorrow
Trama: Perché ogni volta che Monica torna a casa del padre riaffiorano sempre più frequentemente il dolore e i risentimenti legati a vicende della sua infanzia? Perché, da qualche tempo, avverte da parte di Vittorio Corradi, il presidente della società di formazione aziendale per cui lavora, con cui ha una relazione, un distacco crescente? Perché Simona, la sorellastra, sembra rimproverarle il suo successo professionale e il suo tenore di vita, e perché non riesce a fare a meno di sentirsi in colpa nei suoi confronti? È solo un desiderio di riparazione che la spinge inoltre ad aiutare il nipote Roberto, un ragazzo di 17 anni, fragile e schivo? Che cosa l'ha spinta a seguire un seminario sull'autoritratto fotografico, quale strumento per superare il limite che ognuno pone nell'immaginare se stesso? La parentesi di una breve relazione con Lorenzo, manager di una società finanziaria, incontrato al seminario di fotografia, non riesce a distogliere Monica dalle sue inquietudini. È come se, improvvisamente, uno strato sotterraneo della vita di Monica si fosse smosso, creando un'onda sismica che porta alla superficie tutto il rimosso e rompe il precario equilibrio che lei aveva trovato, obbligandola a mettere in discussione molto di quello che ha costruito fino ad oggi: lavoro, relazioni, affetti. Le lezioni ai manager in cui ha investito molto del suo talento professionale e della sua abilità le appaiono sempre più un modo in cui le aziende giustificano le loro ristrutturazioni. Percepisce anche che Vittorio le sta nascondendo qualcosa, che non è più del tutto sincero con lei. Monica sente che a questo punto della sua vita deve fare i conti con il passato e con i suoi riflessi sul presente. Sente ancora il peso delle ossessioni religiose del padre e del difficile rapporto con la madre (ormai morta da tempo) che l'aveva abbandonata quando era ancora piccola per seguire un altro uomo in una improbabile avventura amorosa. Sente che il suo essere donna è stato condizionato da questo passato che la insegue e che alimenta la sua inquietudine. Sente che per questo mantiene con la sorellastra un atteggiamento di rivalità anche se non vorrebbe e che la paura di ripetere gli errori della madre è la causa della sua incapacità di andare a fondo nelle relazioni.. La morte del padre, malato da tempo offrirà a Monica la possibilità di una rigenerazione. Potrà così trovare il coraggio di affrontare il sentimento di abbandono e tradimento che prova per Vittorio e la disillusione per aver creduto in un lavoro che ora scopre pieno di ambiguità e inganni. Monica entra nel grande e luminoso atrio di un bellissimo edificio moderno, ma questa volta non è l'atrio di una delle aziende dove insegnava ai manager la sua metafisica: è l'atrio del nuovo museo archeologico di Atene. Seguendo il percorso di fuga di sua madre, Monica è riuscita a riconciliarsi con questa figura femminile e a cambiare la sua vita. Ora racconta le origini della filosofia ai turisti di Atene, un lavoro meno prestigioso ma che le permette di riconciliarsi con il suo sapere e di godere del sole sul suo volto, seduta sui gradoni del teatro di Epidauro. Nella nuova versione le scene aggiunte: RULLO 1: Monica fa colazione con il padre RULLO 2: Monica in ospedale cerca di far parlare il niporte Roberto RULLO 3: Monica sulle scale discute con Lorenze RULLO 4: Monica vede Roberto dalla finestra RULLO 5: inserito cartello finale con poesia Antonia Pozzi.
Sinopsys: Why is it that every time Monica returns to her father's house, the grief and resentment tied to incidents of her youth re-emerge? Why is it that as of sometime already, regarding Vittorio Corradi, the president of the Know-How and Executive Re-training Consultancy Firm she works for, and with whom she has a relationship, she senses a growing detachment? Why does Simona, her half sister, begrudge her professional success and the tenor of her life, and why is it that Monica can't help but harbor feelings of guilt towards her? Is it only a desire for reparation that prompts her to help her nephew Roberto, a fragile and withdrawn 17 year old? What is it that made her take part in a seminar on photographic self-portraiture, as an instrument to overcome the limits which everyone automatically imposes on oneself? The parenthesis of a brief story with Lorenzo, the manager of a holding company, met at one of the photography seminars, fails to distract Monica from her anxieties. It's as if an underground tectonic plate of Monica's life had suddenly shifted, creating a seismic wave which brings to the surface all that had been removed - and breaks the precarious balance which she had created for herself, obliging her to question all that she had constructed until now: work, relationships, affections. The lessons to the executives, in which she has invested much of her professional talents, now appear to her as fraudulent, a means through which the companies can justify their profit-boosting restructuring plans. She also perceives that Vittorio is hiding something from her, that he's no longer completely up front with her. Monica senses that at this point in her life she must come to grips with her past and put order in her reflections upon the present. She still feels the weight of her father's religious obsessions and the difficult rapport with her mother (now long dead) who had abandoned her when she was still young to follow another man in an unlikely amorous adventure. She senses that her essence as a woman has been conditioned by this past which continues to haunt her and feed her anxiety. She senses that this is the reason why - even despite herself - she maintains an attitude of rivalry with her half-sister. And that the fear of repeating her mother's mistakes is the cause of her inability to bring any relationship to full fruition. The death of her father, after a long illness, will offer Monica the possibility of regeneration. She will ultimately find the courage to face the sentiment of abandonment and betrayal she feels for Vittorio and the disillusion of having believed in a job which she now discovers full of ambiguity and deceit. Monica strides into the bright and sprawling entrance hall of a magnificent modern building, but this time it isn't the lobby of one of the companies where she teaches her metaphysics to managers: it's the atrium of the new Archeological Museum of Athens. Following the pathway of her mother's escape, Monica manages to reconcile herself with this female figure and change her own life. Now she talks about the origins of philosophy to the tourists of Athens, a less prestigious job perhaps, but one which allows her to live in harmony with her knowledge and revel in the sun caressing her cheeks as she sits on the steps of the theater of Epidaurus.

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