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Tiburzi (1996)

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Tiburzi (1996)



Regia/Director: Paolo Benvenuti
Soggetto/Subject: Paolo Benvenuti
Sceneggiatura/Screenplay: Paolo Benvenuti, Lele Biagi, Mario Cereghino, Antonio Masoni
Interpreti/Actors: Silvana Pampanini (il Destino o Prologo), Pio Gianelli (Domenico Tiburzi), Roberto Valenti (Luciano Fioravanti), Marcello Bartolomei (capitano Giacheri), Stefano Bambini (tenente Rizzoli), Duilio Raggetti (possidente Maioli), Atos Davini (monsignor Luchetti), Dario Marconcini (principe Corsini), Aldo Morelli (marchese Guglielmi), Giuseppe Francione (brigadiere Giudici), Fabrizio Fatarella (carabiniere Pasquinucci), Mario Bronzi (carabiniere Collecchia), Santina Mazzoni (contadina che allatta), Felice Tazzini, Enzo Fiori (contadino del Cunicchio), Giuseppe Lombi (Nazzareno Franci), Felicina Berretti, Luciano Mattei (Santi, figlio Franci), Rosanna Totino (Maria Domenica, nuora Franci), Viola Buzzi (Marianna, nipote Franci), Valentina Mattei (Purifica Franci, la bambina), Fabio Simeoni (Giuseppe Franci, il bambino), Virgilio Mattei (Isacco, il garzone), Imolo Manini (maggiordomo principe Corsini), Massimo Gelsomini, Stefano Rosati, Maurizio Baglioni (cameriere marchese Guglielmi), Alessandro Talenti (carabiniere postazione 17), Anna Pittaluga (neonato che piange nel bosco), Roberto Danesi (cocchiere), Domenico Casablanca (guardiaspalle), Guelfo Galassi (carabiniere postazione 17), Gianni Catena (carabiniere di Capalbio), Paolo Benvenuti (voce narrante)
Fotografia/Photography: Aldo Di Marcantonio
Costumi/Costume Design: Marta Scarlatti
Scene/Scene Design: Paolo Barbi
Montaggio/Editing: Roberto Perpignani
Suono/Sound: Tullio Morganti
Produzione/Production: Arsenali Medicei, Ager 3, RAI-Radiotelevisione Italiana
censura: 91073 del 27-09-1996
Trama: Nella primavera del 1896, dopo oltre cinque anni di misterioso esilio il brigante Tiburzi riappare improvvisamente in Maremma, terra che lo aveva visto monarca assoluto per un quarto di secolo. Ma la realtà è mutata: ora lo Stato Sabaudo controlla saldamente quei territori un tempo selvaggi e insicuri. Aila notizia del suo ritorno, le autorità di polizia si mettono in allarme e inviano a Grosseto - capoluogo della provincia - il massimo esperto italiano di lotta al brigantaggio, il piemontese Michele Giacheri, capitano dell'Arma dei Carabinieri, ufficiale che si era già distinto nella repressione del banditismo in Calabria e in Lombardia. Assieme ad un suo stretto collaboratore, il tenente Silvio Rizzoli, Giacheri scopre in breve la complessa rete di connivenze e complicità che avevano permesso il regno incontrastato di Tiburzi: erano stati i grandi latifondisti della regione (tra questi, il principe Corsini, il marchese Guglielmi, l'onorevole Collacchioni), a foraggiare il noto brigante con l'obiettivo di mantenere col pugno di ferro quell'ordine che lo stato italiano - formatosi nel 1861 - non riusciva a garantire. Inizia quindi un'affannosa caccia all'uomo, organizzata separatamente dalle forze dell'ordine e dai proprietari terrieri. Vecchio e zoppo, ostile ad accettare gli importanti mutamenti politici e sociali avvenuti negli anni della sua assenza e ignaro del cerchio che gli si stringe intorno, Tiburzi verrà catturato e ucciso nella notte fra il 23 e il 24 ottobre del 1896 in una casa colonica nei pressi di Capalbio.
Sinopsys: In the spring of 1896, Tiburzi the brigand returns after more than five years of mysterious exile to the Maremma, the land he ruled outright for quarter of a century. But circumstances have changed: the House of Savoy now firmly controls this once unruly and savage territory. Upon hearing of his return, the anxious authorities send the foremost italian expert on banditry to Grosseto, the provincial capital. Michele Giacheri, a Carabinieri captain from Piedmont has distinguished himself by successfully supressing banditry in both Calabria and Lombardy. Together with his trusty aid, Lieutenant Silvio Rizzoli, Giacheri uncovers a complex network of complicity and intrigue that allowed for Tiburzi's uncontested reign of power. The wealthy local landowners (Prince Corsini, The Marchese Guqlielmi and Member of Parliament Collacchioni among them) supported the notorious bandit with the intention of maintaining the sort of iron fisted order that the italian state (created in 1861) could not guarantee. Separate man hunts are painstakingly organized by the armed forces and the landowners. Each group will try to be the first to capture this "inconvenient"' and charismatic protagonist of the Maremma's recent past. by now, old and lame Tiburzi refuses to recognize the political and social changes that have occurred in his absence and ignores the circle closing in on him. He will be caught and killed between October 23rd & 24th, 1896, in a farm house near Capalbio, where he had sought refuge only a few hours earlier.

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