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Ventre dell'architetto (1988)

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Ventre dell'architetto (1988)



Regia/Director: Peter Greenaway
Sceneggiatura/Screenplay: Peter Greenaway
Interpreti/Actors: Brian Dennehy (Stourley Kracklite), Chloe Webb (Louisa Kracklite), Lambert Wilson (Caspasian Speckler), Sergio Fantoni (Speckler), Stefania Casini (Flavia Speckler), Vanni Corbellini (Frederico), Marino Masè (Trettorio), Enrica Maria Scrivano (madre), Alfredo Varelli (Julio Ficcone), Geoffrey Copleston (Caspetti), Francesco Carnelutti (Pastarri), Marne Maitland (Battistino), Claudio Spadaro (Mori), Rate Furlan (violinista), Julian Jenkins (dottore anziano), Riccardo Ussani (ragazzino), Stefano Gragnani (the nose man), Andrea Prodan (dottore giovane), Fabio Sartor (poliziotto)
Fotografia/Photography: Sacha Vierny
Musica/Music: Win Mertens
Costumi/Costume Design: Maurizio Millenotti
Scene/Scene Design: Giorgio Desideri
Montaggio/Editing: John Wilson
Suono/Sound: Peter Glossop
Produzione/Production: SACIS - Società per Azioni Commerciale Iniziative Spettacolo, Tangram Film, British Screen, London, Film Four International, London, Hemdale Group, London, Mondial, London
Distribuzione/Distribution: Academy Pictures
censura: 83318 del 04-02-1988
Altri titoli: The Belly of an Architect, The Belly of an Architect, Le ventre de l'architecte
Trama: Un architetto americano, con la giovane moglie incinta, arriva a Roma per allestire una mostra di architettura. Durante il suo soggiorno scopre di soffrire di una grave forma terminale di cancro allo stomaco. Cerca di cancellare dalla mente il dramma che lo ha colpito cercando con accanimento amore, sesso, denaro e ambizione professionale. Ma l'unico sollievo alla sua disgrazia è il pensiero del bambino che sta per nascere e la sensazione che la Città Eterna minimizza l'importanza di ogni destino individuale. L'architettura è la più durevole di tutte le arti: a Roma i numerosi monumenti riflettono la genesi di ogni aspetto della vita cittadina in Occidente e rappresentano uno sfondo continuativo e multicolore che pone in una prospettiva più acuta la sofferenza individuale.

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