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Uova di garofano (1991)

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Uova di garofano (1991)

Sweet War Farewell



Regia/Director: Silvano Agosti
Soggetto/Subject: Silvano Agosti
Sceneggiatura/Screenplay: Silvano Agosti
Interpreti/Actors: Federico Zanola (Silvano), Elisa Murolo (Elisa), Roberto Brignani, Michele Maggiolaro, Eva Serafini, Camilla Serafini, Lucia Gafà (madre Elisa), Severino Saltarelli (padre Elisa), Paola Agosti (zia Olga), Alain Cuny (Crimen), Lou Castel
Fotografia/Photography: Silvano Agosti
Musica/Music: Daniele Iacono
Costumi/Costume Design: Luigia Da Re
Scene/Scene Design: Luigia Da Re
Montaggio/Editing: Silvano Agosti
Produzione/Production: 11 Marzo Cinematografica, RAI-Radiotelevisione Italiana (Rete 2)
censura: 87130 del 23-10-1991
Altri titoli: L'oeillet sauvage, Sweet War Farewell
Trama: Un uomo cammina col suo bambino sui prati di una collina. Giunge di fronte a un vecchio casolare, nel quale tanti anni prima ha trascorso un'infanzia di guerra. Le stanze deserte e desolate lo fanno tornare con la memoria al tempo in cui la seconda guerra mondiale stava per concludersi. Scorrono le immagini di tanti episodi di vita della famiglia: padre, madre, nonna e sei figli, dei quali lui, il protagonista, Silvano, l'ultimo nato. Ricorda gli incontri con Crimen, un vecchio che viveva isolato sulla montagna e del quale si diceva che da giovane avesse mangiato la moglie per amore. Il fascismo è crollato. Nel caos della liberazione anche per il padre di Silvano c'è il rischio di qualche rappresaglia. Il bambino, tornando a casa da un ricovero in ospedale, viene a sapere che il vecchio Crimen è morto. In seguito ad un diverbio col padre, Silvano scappa sulle montagne per raggiungere Crimen, ma dopo questa corsa affannata non è più lui ad arrivare, bensì l'uomo che sta ricordando, cioè Silvano stesso da adulto, che osserva il rifugio nel quale il vecchio aveva vissuto e ripensa commosso alle parole che solitamente gli mormorava.
Sinopsys: A man walks with his child on the grass of a hill. He reaches an old country house, where years before he had spent his childhood during World War II. The deserted and desolate rooms make him travel back in memory to the time when the war was ending. Episodes of family life pass before his eyes: father, mother, grandmother and six children, of which he, Silvano, the youngest, was made mute by the shock of a bomb exploding. He remembers the meetings with Crimen, an old man who lived alone on the mountain. People said that when he was young he ate his wife out of love for her. Fascism has crumbled. In the chaos of the Liberation, Silvano's father is threatened. The boy, returning home from a stay in the hospital, hears that Crimen is dead. After a fight with his father, Silvano runs away to the mountain to find Crimen, but after the long road there it's not the boy who arrives, but Silvano as an adult. He observes the refuge in which the old man lives, and is moved by the human words of solidarity that the old man used to whisper to him.

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