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La macchina ammazzacattivi (1952)

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La macchina ammazzacattivi (1952)



Regia/Director: Roberto Rossellini
Soggetto/Subject: Eduardo De Filippo, Fabrizio Sarazani
Sceneggiatura/Screenplay: Sergio Amidei, Roberto Rossellini, Franco Brusati, Liana Ferri, Giancarlo Vigorelli
Interpreti/Actors: Gigi Pisano [Gennaro Pisano] (Celestino Esposito), Marilyn Buferd (ragazza americana), William Tubbs [Bill Tubbs] (padre della ragazza), Helen Tubbs (madre della ragazza), Giovanni Amato (sindaco del paese), Joseph Falletta (Joe), Clara Bindi (Giulietta Del Bello), Giacomo Furia (Romano Cuccurullo), Pietro Carloni, Camillo Buonanni, Aldo Giuffrè, Gajo Viconti, Aldo Nanni
Fotografia/Photography: Tino Santoni, Enrico Betti
Musica/Music: Renzo Rossellini
Scene/Scene Design: Virgilio Marchi
Montaggio/Editing: Jolanda Benvenuti
Suono/Sound: Eraldo Giordani, Mario Amari
Produzione/Production: Tevere Film (1948)
Distribuzione/Distribution: P.D.C.
censura: 11599 del 11-03-1952
Altri titoli: The Machine That Kills Bad People
Trama: Amalfi. Celestino Esposito, fotografo di paese, è un uomo semplice e giusto, devoto a S. Andrea. Una sera di festa, incontrato un anziano viandante, Celestino vi riconosce il Santo, il quale gli chiede alloggio e gli insegna un metodo infallibile per sopprimere tutti i cattivi e i disonesti con l'aiuto della sua primitiva macchina fotografica. Celestino dovrà fotografare per la seconda volta una persona già fotografata, ritraendola dalla prima foto: la persona a quel punto morirà. In paese, tutti devono soldi ad Amalia, un'anziana strozzina. Celestino la elimina a modo suo. Quando si scopre che la donna ha nominato eredi universali i tre poveri più miserabili del paese, si accende la lotta per distruggere il testamento. Interviene Celestino, eliminando i malvagi con il metodo di S. Andrea. Il testamento viene rispettato, i poveri ricevono i soldi: ma Celestino, scoperto che alcuni poveri sono disonesti, fotografa anche loro. Intanto è giunta in paese una coppia di ricchi americani con la loro figlia: sono interessati a costruire un grande albergo appena fuori dell'abitato e tutti, soprattutto il sindaco, vogliono entrare nell'affare. Di fronte agli imbrogli e alle trame, Celestino uccide ad uno ad uno i malvagi e i profittatori. Ma le cose non cambiano, la corruzione e la cattiveria continuano a crescere. Riappare il viandante, che si presenta però non come un santo ma come il diavolo Fanfanigi, spiegando a Celestino che non si può ottenere il bene facendo il male. Il fotografo si sveglia: è stato tutto un sogno. Le vittime sono tutte vive e vegete. Il presunto demonio è solo un povero vecchio a cui Celestino insegnerà perfino a fare il segno della croce.

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