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Buon viaggio, pover'uomo (1951)

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Buon viaggio, pover'uomo (1951)



Regia/Director: Giorgio Pàstina
Soggetto/Subject: Fabrizio Sarazani
Sceneggiatura/Screenplay: Fabrizio Sarazani, Vitaliano Brancati, Giorgio Pàstina
Interpreti/Actors: Umberto Spadaro (rag. Torquato Merumi), Vera Carmi (Teresa, moglie di Torquato), Enzo Stajola (Cesare, figlio di Torquato), Nando Bruno (cavalier Saletti), Ernesto Calindri (Saverio), Anna Di Leo (Giuditta), Alfredo Varelli (sacerdote don Antonio), Lola Braccini (mamma Caterina), Edoardo Passarelli (Pasquale), Cesare Fantoni (commissario), Arturo Bragaglia (viaggiatore nervoso), Nando Tamberlani (padre priore), Natale Cirino (commissario di Milano), Michele Malaspina (maggiordomo), Felice Minotti (padre Felice), Enzo Furlai [Furio Furlai] (Furlanettò, il portiere), Sonia Lo Giudice (Luisella), Lia Murano, Marina Campo Re, Armando Annuale, Riccardo Foti, Bianca Manenti, Silvio Bagolini, Giovanni Barrella
Fotografia/Photography: Augusto Tiezzi
Musica/Music: Renzo Rossellini
Montaggio/Editing: Mario Serandrei
Suono/Sound: Ennio Sensi
Produzione/Production: Produzioni Cinematografiche Bomba e C.
Distribuzione/Distribution: Herald Pictures
censura: 10357 del 02-08-1951
Trama: Milano. Il mite Torquato Merumi, siciliano di origine, lavora come ragioniere in una ditta. A casa lo attendono i problemi di una famiglia numerosa, in ufficio è oggetto delle angherie di tutti. Una mattina, mandato dal capo-ufficio in Municipio per ritirare alcuni documenti, si trova ad avere due ore di libertà, che decide di trascorrere girovagando per la città. Mentre è seduto in un caffè, un cliente distratto scambia la borsa di Merumi con la propria. Dopo ansiose ricerche, il ragioniere recupera la sua borsa e restituisce l'altra, contenente una grossa somma di denaro, ottenendo come ricompensa ben centomila lire. Poiché da undici anni è costretto a rinunciare sistematicamente alle vacanze, vede ora la possibilità di godersele da solo. Chiede le ferie alla ditta e parte per Roma, dicendo alla moglie che si tratta di un viaggio di affari. In treno cede alle lusinghe di una ipotetica avventura galante e viene derubato del portafoglio, giungendo nella capitale senza un soldo in tasca. Disperato, trova una via d'uscita unendosi ad una comitiva di pellegrini che è ospitata presso un convento. Lì crede di trovare la vera pace, ma l'arrivo improvviso della moglie lo riporta alla realtà: il loro bimbo sta morendo. Tornato a Milano, Merumi vive ore di angoscia durante le quali, ammessi i suoi errori, si rivolge con fede a Dio. Avviene il miracolo: il bambino guarisce.

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