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Il bivio (1951)

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Il bivio (1951)



Regia/Director: Fernando Cerchio
Soggetto/Subject: Leonardo Benvenuti [Leo Benvenuti], Marcello Giannini, Giuseppe Mangione
Sceneggiatura/Screenplay: Leo Benvenuti, Aldo Bizzarri, Fernando Cerchio, Giuseppe Mangione, Calogero Marroco, Corrado Pavolini
Interpreti/Actors: Raf Vallone (Aldo Marchi), Charles Vanel (commissario Lubiani), Claudine Dupuis (Giovanna), Saro Urzì (brigadiere Carlin), Carlo Sposito (Sani, vice commissario), Mimo Billi (Corgnale, vice commissario), Gianni Rizzo (Beppe detto il "curato"), Saro Arcidiacono (Bergomi, vice commissario), Evaristo Maran [Evar Maran] (Mario detto il "bello"), Natale Cirino (Aldrighi, vice commissario), Franco Navarra ("americano"), Piero Pastore (Arrigo De Vecchi), Pierangelo Attino (Gino), Franco Balducci (Antonio Spinetti), Gianni Luda, Delfi Tanzi (Margherita), Winni Riva, Ermanno Pavarino, Enzo Tarascio, Alberto Collo, Vittorina Benvenuti (governante di Marchi)
Fotografia/Photography: Renato Del Frate
Musica/Music: Carlo Rustichelli
Montaggio/Editing: Rolando Benedetti
Suono/Sound: Mario Amari, Giovanni Canavero
Produzione/Production: Epica Film, Rovere Film
Distribuzione/Distribution: P.D.C
censura: 9526 del 27-02-1951
Altri titoli: Zu spät, Dr.Marchi
Trama: Aldo Marchi ha una doppia vita: capo di una abile banda di ladri, ha frequentato con successo un corso alla polizia ed è diventato vice-commissario. Assegnato alla squadra mobile, e quindi a conoscenza dei piani operativi, può così dirigere con sicurezza le imprese criminose dei compagni. Il primo colpo riesce alla perfezione: i banditi, informati da Marchi, rapinano una ingente somma di denaro trasportata in un camion; i tre agenti di scorta vengono arrestati sotto l'accusa di simulazione e furto. Pochi giorni dopo, la polizia rinviene alla ferrovia il corpo senza vita della moglie di uno degli agenti imprigionati. Aldo comprende che si tratta di un delitto e accerta infatti che la donna è stata uccisa da un ex-affiliato alla sua banda. Scoperto, l'assassino si getta da una terrazza e muore. Il succedersi degli eventi provoca una crisi morale nell'animo di Aldo: tenta di sottrarsi alle imprese criminose ma i suoi compagni lo costringono. Nel frattempo il capo della mobile, il commissario Lubiani, comincia a sospettare di Aldo. Fa in modo che il vice-commissario venga a sapere di un grosso trasporto di denaro: Aldo infatti avverte i compagni della banda, che organizzano il colpo. Durante la rapina, i ladri vengono sorpresi dalla polizia e riescono a fuggire. Aldo, ormai pentito, sul punto di essere scoperto, cerca un modo per espiare e redimersi: conduce le forze dell'ordine sulle tracce della banda, poi si fa avanti da solo e cade colpito a morte da una scarica di pallottole.

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