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Vogliamoci bene! (1950)

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Vogliamoci bene! (1950)



Regia/Director: Paolo W. Tamburella
Soggetto/Subject: Paolo W. Tamburella
Sceneggiatura/Screenplay: Paolo W. Tamburella
Interpreti/Actors: Nando Bruno (Parboni), Arturo Bragaglia (sindaco), Lauro Gazzolo (Guerrieri), Leda Gloria (Rosa), Patrizia Mangano (Luisa), Peppino Spadaro (don Paolo), Mario Mazza (De Mori), Antonio Nicotra (brigadiere), Paolo Stoppa (Rocchetti), Alfred De Leo (Marucelli), Gemma Bolognesi (signora De Mori), Agostino Carucci (Francesco), Marga Cella [Marga Cella Franci] (signorina Guerrieri), Attilio Dottesio (Mario), Renato Malavasi (capobanda), Zoe Incrocci (Concettina), Aristide Garbini (Bruno), Nino Marchetti (Giulio), Margherita Bossi Nicosia [Margherita Nicosia] (signora Contonieri), John Pasetti (Guglielmo), Pietro Tordi (Fausto), Arturo Pasquali (Silvestri), Franco Silva (Alfredo), Amina Pirani Maggi (signora Silvestri), Bruno Corelli, Vittoria Febbi
Fotografia/Photography: Vincenzo Seratrice
Musica/Music: C. Icini
Scene/Scene Design: Arrigo Equini
Suono/Sound: Mario Amari
Montaggio/Editing: Paolo W. Tamburella
Produzione/Production: Alfa Cinematografica (1946), S.C.P. - Società Cinematografica di Produzione
Distribuzione/Distribution: Victor Film
censura: 7598 del 04-04-1950
Trama: Alla fine della seconda guerra mondiale, nel paese di Pisco Marino si procede alla ricostruzione. Tra le rovine, spicca l'orologio della torre campanaria che ha smesso di funzionare. C'è fretta di ripararlo, ma i contrasti tra le fazioni politiche ritardano le cose. Per raccogliere il denaro necessario, il parroco don Paolo organizza una fiera di beneficienza il cui ricavato è di molto superiore al costo della riparazione. Don Paolo propone di ripartire l'eccedenza fra i poveri ma i comunisti del Fronte del Popolo, i quali hanno la maggioranza in municipio, non vogliono che sia il parroco a distribuire i denari e impongono la nomina di una commissione. Sorgono divergenze anche nella scelta di chi dovrà riparare l'orologio, ma l'unico tecnico competente in paese non vuole avere a che fare con il parroco. Intanto, in obbedienza ad una direttiva da Roma, alcuni aderenti al Fronte Popolare fanno sparire l'orologio. Gli abitanti insorgono, le autorità svolgono indagini. L'orologio rubato fa il giro di tutto il paese finché non finisce proprio nella casa del tecnico: costui, cedendo all'istinto professionale, lo rimette in funzione. Nascono altre difficoltà per l'inaugurazione, ma il sindaco compone il dissidio e ammonisce: "Vogliamoci bene!".

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