1727 visitatori online
Banner
Banner
| Stampa |

L'amore (1948)

Torna indietro

L'amore (1948)



Regia/Director: Roberto Rossellini
Soggetto/Subject: opera, opera, Federico Fellini
Sceneggiatura/Screenplay: Federico Fellini, Tullio Pinelli
Interpreti/Actors: Anna Magnani (donna al telefono), Anna Magnani (Nannina), Federico Fellini (vagabondo)
Fotografia/Photography: Robert Juillard, Aldo Tonti
Musica/Music: Renzo Rossellini
Scene/Scene Design: Christian Bérard
Montaggio/Editing: Eraldo Judiconi [Eraldo Da Roma]
Suono/Sound: Kurt Doubravsky
Produzione/Production: Tevere Film (1948)
Distribuzione/Distribution: C.E.I.A.D.
censura: 4472 del 30-08-1948
Altri titoli: Ways of Love, Amore, Una voce umana, Il miracolo
Trama: Primo episodio: La voce umana. Abbandonata dal proprio amante per un'altra, una donna vaga irrequieta tra la camera da letto e il bagno. Squilla il telefono e la donna risponde: è il suo ex amante. Continuando a chiamarlo "amore", lei lo rassicura: è forte e coraggiosa abbastanza per superare la fine della loro storia. Ostentando calma e tranquillità, la donna continua a parlare, ma poi, sopraffatta dai ricordi, cede all'emozione e comincia a piangere. Cade la linea. Disperata, la donna ritelefona all'ex amante, ma l'uomo non è a casa sua. Continuando a piangere, la donna ricomincia a vagare per casa. Squilla il telefono: è di nuovo lui. Questa volta la donna vuole essere sincera: lo ama ancora e, dopo il suo abbandono, ha trascorso giornate intere in attesa di una sua telefonata finché, disperata, non ha tentato il suicidio. Poco dopo la comunicazione si interrompe. Si sentono dei rumori provenire dalle scale: la donna prega che sia lui che ritorna. Ma si sbagliava. L'ex amante telefona ancora una volta e lei risponde in lacrime. Dopo poco, l'uomo interrompe la comunicazione, mentre la donna, piangendo, continua a gridare: "Ti amo". Secondo episodio: Il miracolo. In un viottolo che si inerpica sulle assolate montagne della costiera amalfitana, un vagabondo incontra Nannina, una povera squilibrata che ha condotto al pascolo le capre. La donna, che quasi non crede ai propri occhi, lo ferma: crede che l'uomo sia San Giuseppe e comincia a parlargli di sé, della propria fede e della propria infelicità. Più volte, piena di gioia ed entusiasmo, Nannina gli chiede di essere condotta in Paradiso, perché in paese viene derisa da tutti. L'uomo, approfittandosi dell'ingenuità della donna, le fa bere del vino e poi, quando l'alcol ormai l'ha stordita, abusa di lei. Quando si sveglia, Nannina, che non si è accorta di aver subito violenza, torna in paese. Passa del tempo e la donna, mentre bada ai bambini di alcune paesane che stanno lavorando, si sente male. Le donne la soccorrono e si accorgono subito che è incinta. Stupita e felice, Nannina crede che si tratti di un miracolo divino; quindi, commossa, corre in chiesa per rendere grazie al Signore. La voce si sparge e, un giorno, i paesani si fanno cinicamente beffe della povera donna: prima la mettono alla testa di una sorta di processione inneggiante a Maria, poi la aggrediscono, "incoronandola" con una bacinella e lanciandole addosso delle verdure. Nannina, disperata, si ribella e scappa sui monti, portando con sé i suoi poveri stracci. Quando arriva il momento di partorire, la donna torna faticosamente in paese e sale sul campanile della chiesa. Qui nasce il bambino che, secondo lei, il Signore ha voluto donarle.

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e di terze parti al fine di migliorare la navigazione Per maggiori informazioni visita la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito, non mostrare la informativa.

EU Cookie Directive Module Information

 
   

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e di terze parti al fine di migliorare la navigazione Per maggiori informazioni visita la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito, non mostrare la informativa.

EU Cookie Directive Module Information