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Caterina da Siena (1947)

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Caterina da Siena (1947)



Regia/Director: Oreste Palella
Soggetto/Subject: Fernando Leonardi
Sceneggiatura/Screenplay: Fernando Leonardi, Oreste Palella
Interpreti/Actors: Regana De Liguoro (Caterina Benincasa), Rina De Liguoro (Lapa, madre di Caterina), Teresa Mariani (Monna Gioiosa), Ugo Sasso (Nicolò), Mario Ortensi, Diego Muni (Pietro), Guido Martinelli, Arturo Saccarino, Armando Michettoni (Giacomo Benincasa), Luigi A. Garrone, Mario Nocerini, Giuseppe Pais, Tino Scotti, Carmen Di Sciullo, Bruno Rizzi, Attilio Torelli, Marcello Bonini Olas, Leila Umbriana, Guido Gentilini (Nero)
Fotografia/Photography: Alfredo Lupo
Musica/Music: Leopoldo Perez Bonsignore, G.C. Carignani, Leopold Perez Bonsignore
Scene/Scene Design: Angelo D'Arpino
Produzione/Production: Cigno Film
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 3457 del 12-12-1947
Altri titoli: Santa Caterina da Siena
Trama: Siena, 1340. Una bambina di sette anni, Caterina Benincasa, ha una visione di Gesù: in seguito a questo miracoloso evento, ella si dedica con fervore a rigorose pratiche religiose e comincia una vita di penitenza. L'autoritaria madre non apprezza la strada intrapresa dalla figlia, perché vorrebbe vederla sposata; di fronte a questa possibilità, Caterina risponde di essere già la sposa di Gesù. Il padre e il confessore della piccola le offrono, invece, il proprio appoggio. Senza lasciare la famiglia, nel 1363 Caterina entra nell'ordine delle mantellate di San Domenico e nel 1374, mentre la donna suscita allo stesso tempo ammirazione e critiche, il capitano generale dell'ordine approva la sua dottrina. Dopo essere stata a Firenze, Caterina torna a Siena e si dedica all'assistenza degli appestati. Nel 1376, grazie alla propria dedizione, riesce a porre termine alla cattività avignonese dei papi, convincendo Gregorio XI a riportare a Roma la sede pontificia. I miracoli che la donna compie si moltiplicano. Il 29 aprile 1380, nella sua piccola cella vicina al Pantheon, muore. Le sue ultime parole sono: "Sangue, sangue, sangue".

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