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L'amante del male (1946)

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L'amante del male (1946)



Regia/Director: Roberto Bianchi Montero
Soggetto/Subject: Ulrico Ingani
Sceneggiatura/Screenplay: Luigi Chiarelli, Ulrico Ingani
Interpreti/Actors: Greta Gonda (Natalia), Paola Veneroni (contessa Giuliana di Torrenova), Amedeo Trilli (conte Vittore di San Massimo), Giuseppe Rinaldi (cugino della contessina), Guglielmo Sinaz (patrigno di Giuliano), Alfredo Rizzo (giudice Forlenza), Lia Corelli (Nicoletta), Enzo Siciliano (Enrico)
Fotografia/Photography: Tino Santoni, Alfredo di Fede
Scene/Scene Design: Renato Sabbioni
Montaggio/Editing: Mario Seratrice
Produzione/Production: Super Film, Schifone, S.
Distribuzione/Distribution: Di Paolo Film
censura: 1488 del 13-12-1946
Altri titoli: La statua di ghiaccio, Vipera bionda
Trama: Vittore di San Massimo, un conte proprietario di alcune cave di marmo, si trova in difficoltà economiche e sposa, quindi, la ricca contessina Giuliana di Torrenuova, abbandonando la propria amante Natalia. Questa, umiliata, decide di vendicarsi. Dopo essere riuscita a farsi assumere come governante nella casa della coppia, l'amante abbandonata fa di tutto per rovinare l'uomo che l'ha tradita e la donna che glielo ha portato via: la sua presenza turba il conte e provoca tensioni tra i coniugi. Intanto, Vittore ha risolto i propri problemi finanziari, ma sfrutta i lavoratori delle cave tanto da guadagnarsi il loro disprezzo; sua moglie, invece, è stimata da tutti, perché assiste le loro famiglie. Deciso a liberarsi della moglie, il conte pensa di far nascere uno scandalo: Giuliana, infatti, era stata amata, senza però corrisponderlo, da un proprio cugino, che adesso, per volere di Vittore, è responsabile della direzione tecnica delle cave. Una notte Natalia e Vittore si danno appuntamento, ma vengono sorpresi dal cugino di Giuliana: il conte spara, ma ferisce la moglie e fugge. Il cugino della donna lo insegue e il nobile si rifugia in una cava, ma, mentre cerca di difendersi, cade. Morto Vittore, Giuliana e il cugino dirigono le cave, riconquistando la stima dei lavoratori.

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