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I due orfanelli (1947)

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I due orfanelli (1947)



Regia/Director: Mario Mattòli
Soggetto/Subject: Agenore Incrocci [Age], Stefano Vanzina [Steno], Jean Jacques Rastier
Sceneggiatura/Screenplay: Agenore Incrocci [Age], Stefano Vanzina [Steno], Jean Jacques Rastier
Interpreti/Actors: Totò (Gasparre), Carlo Campanini (Battista), Isa Barzizza (Matilde), Nerio Bernardi (duca Filippo), Raymond Bussières (signor Deval), Franca Marzi (Susanne De La Pleine), Ada Dondini (direttrice orfanotrofio), Guglielmo Barnabò (gludice), Annette Poivre (chiromante M.me Thérèse), Luigi Almirante (boia di Parigi), Galeazzo Benti (Giorgio, l'ufficiale), Mario Castellani (maggiordomo), Raimondo Vianello (altro ufficiale), Nico Pepe (abate Faria), Ughetto Bertucci (generale), Irene Genna (una collegiale), Dina Romano (domestica del boia), Toto Mignone (cinese), Achille Majeroni (segretario di Napoleone III)
Fotografia/Photography: Jan Stallich, Tino Santoni
Musica/Music: Eldo Di Lazzaro
Costumi/Costume Design: Maria De Matteis
Scene/Scene Design: Roland Jean Quignon
Montaggio/Editing: Fernando Tropea
Suono/Sound: Ovidio Del Grande
Produzione/Production: Excelsa Film
Distribuzione/Distribution: Minerva Film
censura: 3419 del 26-11-1947
Trama: Parigi, 1865. I due trovatelli Gasparre e Battista, ormai cresciuti, lavorano entrambi in un istituto di piccole orfane: il primo come economo e prefetto, il secondo come giardiniere. Intenzionato a rintracciare i propri genitori, Battista consulta una chiromante che gli rivela la verità sulle sue origini: l'uomo è figlio di un ricco nobile e il suo posto è stato preso da un usurpatore che vive con la sua amante nel palazzo di suo padre. Assieme a Gasparre, che egli ha nominato proprio amministratore, Battista prende possesso del palazzo e, mentre sfugge alle insidie dei due occupanti, vive incredibili avventure, durante le quali egli riveste anche il ruolo di Napoleone I. Gasparre, nel frattempo, scopre di essere il figlio del boia di Parigi. Ma Battista sta solo sognando, anche se, quando ormai sveglio ricomincia la solita vita, si rende conto che la realtà non è poi così diversa dal sogno.

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