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Caccia tragica (1947)

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Caccia tragica (1947)



Regia/Director: Giuseppe De Santis
Soggetto/Subject: Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Lamberto Rem-Picci
Sceneggiatura/Screenplay: Michelangelo Antonioni, Umberto Barbaro, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Cesare Zavattini
Interpreti/Actors: Vivi Gioi (Daniela), Massimo Girotti (Michele), Andrea Checchi (Alberto), Carla Del Poggio (Giovanna), Vittorio Duse (Giuseppe), Checco Rissone (Mimì), Umberto Sacripante (zoppo), Alfredo Salvadori (fattore), Folco Lulli (fattore), Michele Riccardini (maresciallo), Eugenia Grandi (sultana), Piero Lulli (autista), Guido Della Valle (tedesco), Ermanno Randi (Andrea), Massimo Rossini ("Camoscio"), Enrico Tacchetti (ragioniere), Carlo Lizzani (reduce che tiene un comizio), Antonio Nediani, Rita Land
Fotografia/Photography: Otello Martelli
Musica/Music: Giuseppe Rosati
Costumi/Costume Design: Anna Gobbi
Scene/Scene Design: Carlo Egidi
Montaggio/Editing: Mario Serandrei
Produzione/Production: Dante Film, A.N.P.I. Film
Distribuzione/Distribution: Libertas Film (1947/48)
censura: 3174 del 03-10-1947
Altri titoli: The Tragic Pursuit, Chasse tragique
Trama: Emilia, 1945. La guerra è finita e, a bordo di un camion, i neosposi Michele e Giovanna stanno facendo ritorno alla casina della cooperativa "Nullo Baldini" per riprendere il loro lavoro di braccianti. Sul mezzo viaggia anche un ragioniere, che ha il compito di portare quattro milioni di lire nella sede di una cooperativa agricola. Il camion viene assalito da un gruppo di banditi a bordo di un'ambulanza: tra loro ci sono Alberto, un reduce di guerra e compagno di prigionia di Michele, e la sua amante Daniela, un'ex collaborazionista che, per nascondere la rasatura inflittale dai partigiani, indossa una parrucca bionda e, per questo, viene chiamata Lili Marlene. Uccisi l'autista e il ragioniere, i criminali rubano il denaro e fuggono, prendendo in ostaggio Giovanna. Poiché i soldi rubati erano i sussidi governativi che servivano alla cooperativa per pagare l'affitto della terra, gli animali e gli attrezzi, i contadini, preoccupati per il loro destino, si mettono alla ricerca dei banditi insieme ai carabinieri. La rapina, in realtà, è stata organizzata dai fattori per conto del padrone della terra, deciso a far fallire la cooperativa. Infatti, scaduti i termini di pagamento, l'uomo sequestra tutto quello che può servire a risarcirlo. Nonostante i tentativi di fuga, Alberto e Daniela vengono accerchiati e, insieme all'ostaggio, si asserragliano nella vecchia sede di un comando tedesco. La donna pensa di poter utilizzare un congegno, lasciato lì dai nazisti, per far esplodere le mine di cui è disseminato il terreno e liberarsi degli assedianti. Ma Alberto si oppone e, per impedirle di compiere una strage, la uccide con una raffica di mitra. Catturato, l'uomo viene giudicato dai membri della cooperativa. Questi, credendo al pentimento di Alberto e incoraggiati dalle parole di perdono pronunciate da Michele, si rendono conto che anche il bandito è una vittima e, quindi, lo lasciano libero. Per indicargli quale strada seguire, gli gettano addosso delle zolle di terra.

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