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Amanti in fuga (1946)

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Amanti in fuga (1946)



Regia/Director: Giacomo Gentilomo
Soggetto/Subject: Gaspare Cataldo, Giacomo Gentilomo, Fabrizio Sarazani
Sceneggiatura/Screenplay: Gaspare Cataldo, Giacomo Gentilomo, Fabrizio Sarazani
Interpreti/Actors: Gino Bechi (Alessandro Stradella), Annette Bach (Ortensia Foscarini), Carlo Ninchi (principe nipote), Gualtiero Tumiati (Alvise Foscarini), Lamberto Picasso (astrologo), Nino Marchetti (Bortolo), Wanda Capodaglio (madame Royal), Franca Marzi (Porzia), Guido Morisi (capitano), Antonio Crast (Marco Foscarini), Gino Saltamerenda (frate Nespola), Mario Gallina (Bottesin), Armando Guarnieri (Consalvo), Ernesto Bianchi (Furlan), Giovanni Petti, Fabrizio Sarazani, Ernesto Almirante (vecchietto sulla diligenza),
Fotografia/Photography: Anchise Brizzi
Musica/Music: Alessandro Stradella, Ezio Carabella
Costumi/Costume Design: Gino Sensani
Scene/Scene Design: Alberto Boccianti
Montaggio/Editing: Mario Bonotti
Suono/Sound: Mario Amari
Produzione/Production: Manenti Film (1933)
Distribuzione/Distribution: Manenti Film
censura: 1229 del 27-10-1946
Altri titoli: Amants en fuite, Verschwörung gegen Tod und Hölle
Trama: Roma, fine del XVII secolo. Il famoso musicista napoletano Alessandro Stradella, che conduce una vita dissoluta, è preoccupato perché un astrologo gli ha predetto una morte prematura, a causa di una donna misteriosa. Per distrarsi, il giovane si mette in viaggio per Venezia e, durante il cammino, incontra una dama velata. Innamoratosi della bella sconosciuta, nella città lagunare Alessandro viene a sapere che quella è Ortensia Foscarini, figlia del temibile inquisitore della repubblica veneta Alvise. Questi non approva la relazione che i due presto intrecciano e inizia quindi a perseguitarli. Ortensia e Alessandro allora fuggono a Roma e poi a Torino. L'inquisitore si reca nella città piemontese e, fingendo di perdonare la figlia, la invita a tornare a Venezia con il musicista: i giovani hanno il suo permesso per sposarsi. Ma, durante il viaggio, Alvise fa assassinare in un agguato Alessandro, sotto gli occhi della ragazza. Riuscito a trascinarsi dentro una chiesa, il giovane muore guardando la statua di Cristo e toccando la scritta PAX sul marmo del pavimento.

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