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Il caso Moro (1986)

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Il caso Moro (1986)



Regia/Director: Giuseppe Ferrara
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Giuseppe Ferrara, Armenia Balducci, Robert Katz
Interpreti/Actors: Gian Maria Volonté (Aldo Moro), Consuelo Ferrara (postina BR), Mattia Sbragia (capo BR, Moretti), Margarita Lozano (Eleonora Moro), Enrica Maria Modugno (carceriera BR), Bruno Zanin (carceriere BR), Enrica Rosso (compagna di Moretti), Maurizio Donadoni (postino BR), Augusto Zucchi (don Stefani, il prete della famiglia Moro), Mario Pastore (Mario Pastore), Danilo Mattei (terrorista), Daniele Dublino (Andreotti, il Presidente del Consiglio), Gabriele Villa (Cossiga, ministro interni), Bruno Corazzari (Zaccagnini, segretario D.C.), Piero Vida (Craxi, il segretario del P.S.I.), Silverio Blasi (capo dei servizi segreti), Pino Ferrara (ufficiale dei servizi segreti), Daniela De Silva (Maria Silva Moro), Umberto Raho (generale della Finanza), Paolo Maria Scalandro (vice segretario P.S.I.), Sergio Rubini (Giovanni Moro), Emanuela Taschini (Anna Moro), Ginella Vocca (Agnese Moro), Nicola Di Pinto (ufficiale Digos), Dante Biagioni (Fanfani, il Presidente del Senato), M. Ferrara Santamaria (Paolo VI), Franco Trevisi (ufficiale Digos), Stefano Abbati (terrorista), Maurizio Tedda, Francesco Capitano (BR), Luciano Bartoli, Andrea Aureli, Benito Artesi, John Armstead, Salvatore Chiasi, Moitia Eliazian, Salvatore Gioncardi, Jorge Krimer, Pino Morabito, Massimo Tedde (terrorista), Francesco Ceprotano (terrorista), Nadia Eliazarica
Fotografia/Photography: Camillo Bazzoni
Musica/Music: Pino Donaggio
Costumi/Costume Design: Laura Vaccari
Scene/Scene Design: Francesco Frigeri
Montaggio/Editing: Roberto Perpignani
Suono/Sound: Massimo Loffredi
Produzione/Production: Yarno Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Columbia Pictures Italia
censura: 81959 del 06-11-1986
Altri titoli: Die affäre Aldo Moro, El caso Moro
Trama: La storia del sequestro e dell'uccisione di Aldo Moro è riproposta oggi, a otto anni dalla sua tragica scomparsa, con tutti i suoi interrogativi ancora insoluti. In realtà sembra che da quei terribili avvenimenti sia passato molto più tempo, come se si fossero consumati in un'altra epoca. La vicenda di dipana tra mille contraddizioni: le Brigate Rosse vogliono fare la rivoluzione ma, senza volerlo, divengono strumento di reazioni occulte; Moro muore vittima di quei violenti conflitti sociali che sperava di risolvere prospettando strategie con i comunisti. Da vivo e prigioniero viene considerato, per le sue lettere, un traditore, un pazzo e un plagiato; da morto viene celebrato come un eroe e un martire. La verità è che la sua morte pesa ancora sulla società italiana, tutta, senza distinzioni politiche.

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