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Attila flagello di Dio (1982)

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Attila flagello di Dio (1982)



Regia/Director: Franco Castellano, Giuseppe Moccia [Pipolo]
Soggetto/Subject: Franco Castellano, Giuseppe Moccia [Pipolo], Mario Cecchi Gori
Sceneggiatura/Screenplay: Franco Castellano, Giuseppe Moccia [Pipolo]
Interpreti/Actors: Diego Abatantuono (Ardarico detto Attila), Rita Rusic (Uraia), Angelo Infanti (Fusco, il romanzo), Enrico Antonelli (centurione burino), Armando Marra (seguace di Attila), Franz Di Cioccio (Gallo, un seguace di Attila), Vincenzo Crocitti (seguace di Attila), Mauro Di Francesco (Ferdulfo, il contestatore), Francesco Salvi (seguace di Attila), Luciano Stella (Serpicio), Iris Peynado, Toni Ucci (Fabio Massimo), Elsa Vazzoler (Cornaia), Anna Kanakis, Iris Peynado, Mario Pedone (Godmar, il gigante), Giuseppe Castellano, Armando Celso (Frensisio, il somaro), Franco Diogene, Alfio Patanè, Angelo Susani, Massimo Pittarello (Priazio), Tiberio Murgia (pastore), Flavio Baccianini (Gibuldo, il nano), Diego Cappuccio, , Paolo Brazzali (Uniteo, il valoroso), Antonella Pezzi (centaura), Enrico Antonelli
Fotografia/Photography: Carlo Carlini
Musica/Music: Franz Di Cioccio, Franco Mussida
Costumi/Costume Design: Luca Sabatelli
Scene/Scene Design: Franco Vanorio
Montaggio/Editing: Antonio Siciliano
Suono/Sound: Vito Catania
Produzione/Production: Intercapital
Distribuzione/Distribution: Titanus
censura: 78431 del 22-12-1982
Altri titoli: Wild trieben es die alten Hunnen
Trama: Siamo in un piccolo villaggio nei pressi dell'odierna Sagrate (sobborgo di Milano) circa duemila anni fa. Mentre gli uomini sono a caccia, i Romani distruggono le loro case e rapiscono le loro donne. Ardarico, detto Attila, giura vendetta e alla testa dei suoi uomini parte per Roma. Ovviamente la marcia su Roma si presenta più ardua di quanto si pensasse. La stanchezza, la mancanza di acqua e di cibo induce Attila a tornare indietro, ma la bella Uraia, che nel frattempo era riuscita a liberare lei e le sue compagne dal campo di prigionia, convincono il gruppo a proseguire nell'impresa. Tra mille tentennamenti ed entusiasmi si riparte. Alle porte di Roma si scatena un'aspra battaglia. I Barbari vengono decimati. Solamente Attila insieme alla bellissima Uraia, tra lo stupore dei suoi nemici che credevano di averlo in pugno, riuscirà a fuggire.

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