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Amici miei (1975)

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Amici miei (1975)



Regia/Director: Mario Monicelli
Soggetto/Subject: Pietro Germi, Piero De Bernardi, Leo Benvenuti, Tullio Pinelli
Sceneggiatura/Screenplay: Pietro Germi, Piero De Bernardi, Leo Benvenuti, Tullio Pinelli
Interpreti/Actors: Ugo Tognazzi (Lello Mascetti), Philippe Noiret (Giorgio Perozzi), Gastone Moschin (Rambaldo Melandri), Adolfo Celi (prof. Sassaroli), Duilio Del Prete (Necchi), Bernard Blier (Nicolò Righi), Olga Karlatos (Donatella Sassaroli), Milena Vukotic (Alice, moglie di Mascetti), Silvia Dionisio (Titti Ambrosio), Franca Tamantini (moglie di Necchi), Angela Goodwin (amante di Perozzi), Marisa Traversi (moglie separata di Perozzi), Edda Ferronao (suora capo infermiera), Maurizio Scattorin, Mauro Vestri (don Ulrico, cappellano ospedale), il cane Birillo, Mario Scarpetta (Luciano, figlio di Giorgio), Giorgio Yovine, Rossana Pinarello, Rinaldo Mirannalti, Marzio Scutri, Brunella Pronello, Maurizio Scattorin, Giorgio Jovine
Fotografia/Photography: Luigi Kuveiller
Musica/Music: Carlo Rustichelli
Costumi/Costume Design: Giuditta Mafai
Scene/Scene Design: Lorenzo Baraldi
Montaggio/Editing: Ruggero Mastroianni
Suono/Sound: Raul Montesanti
Produzione/Production: Rizzoli Film, R.P.A. - Registi Produttori Associati
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 66946 del 07-08-1975
Altri titoli: Mes chers amis, Ein Irres Klassentreffen
Trama: Perozzi, Melandri, Mascetti, Necchi e Sassaroli: cinque amici dei giorni nostri con la mentalità di altri tempi. Ormai cinquantenni, ma rimasti ragazzi: pronti a improvvisare situazioni burlesche, a inventare beffe e scherzi da prete, a mettere sotto torchio qualche malcapitato scelto come vittima, o a coinvolgere l'intero paese in qualche loro apocalittica "zingarata". Eccoli schiaffeggiare dalla pensilina i viaggiatori di un treno; oppure seminare il panico in un paesino camuffandosi da ingegneri che debbono costruire un'autostrada che spazzerà via l'intero abitato; o trasformandosi in feroci criminali e spacciatori di droga coinvolgendo il vecchio Righi, colpevole di aver rubato dei cannoli al bar Necchi. Scherzi in apparenza idioti, atteggiamenti goliardici che hanno però un senso: esorcizzare la vita, fermare l'esistenza, allontanare la morte. Ma la morte arriva, e ghermisce uno di loro, Perozzi. Una morte senza drammi apparenti, e che è occasione per una nuova presa in giro al prete e per un ennesimo feroce scherzo durante il funerale.

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