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Meo Patacca (1972)

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Meo Patacca (1972)



Regia/Director: Marcello Ciorciolini
Soggetto/Subject: Enzo Cerusico, Marcello Ciorciolini, opera
Sceneggiatura/Screenplay: Marcello Ciorciolini
Interpreti/Actors: Luigi Proietti (Meo Patacca), Enzo Cerusico (Marco Pepe), Marilù Tolo (Nuccia), Mario Scaccia (cardinale), Rosalba Neri (principessa), Nanda Primavera (Calpurnia), Francesco Mulè (principe), Marco Tulli (Tiburzio), Adriano Micantoni (principe Lanzarotti), Renato Cecilia, Umberto Di Grazia (Cencio), Ettore Zamperini, Pino Patti, Fausto Di Bella (Checco), Marcello Turilli (capo guardia svizzera), Attilio Dottesio (ebreo con barba), Aristide Caporale (popolano alla porta del ghetto), Ettore Arena, Mario Cianfanelli, Fortunato Arena, Ennio Colajanni, Igino Cantoni, Antonio Linich, Alessandro Perrella, Luigi Antonio Guerra, Alvaro Vitali
Fotografia/Photography: Fausto Rossi
Musica/Music: Vito Tommaso
Costumi/Costume Design: Maria Baroni
Scene/Scene Design: Arrigo Equini
Montaggio/Editing: Antonietta Zita
Suono/Sound: Ugo Celani
Produzione/Production: Euro International Films, Explorer Film '58
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 60955 del 14-09-1972
Trama: Meo Patacca, "er più" di Trastevere, in perpetua contesa col damerino Marco Pepe che tenta sempre di soffiargli la ragazza, è posto da una serie di circostanze alla testa di una pittoresca armata di popolani in partenza per Vienna, dove intendono dare manforte all'Imperatore Leopoldo impegnato nell'ultima Crociata contro il Turco invasore. Ma i prodi sbagliano strada, e dopo lungo girovagare intorno all'Urbe rientrano trionfalmente in città, convinti di essere arrivati a Vienna. L'astuta omertà del Cardinal Pistoni, che li protegge, provvede a salvar la faccia ai tapini. In cambio però egli chiede che Meo PAtacca si faccia prete e passi al suo servizio. Messo alle strette, il prode Patacca non ha via di scampo. Ma ecco che nel ghetto scoppia una battaglia fra cristiani ed ebrei: solo lui, l'eroe senza paura, può evitare una carneficina. Si getta nella mischia, e si ritrova faccia a faccia col rivale di sempre, Marco Pepe. Costui gli rivela di essere ebreo e lo sfida a un ennesimo duello. Ma duellando i due, in tacito accordo, si allontanano e se la squagliano da Roma, dove ormai, per diverse ragioni, sia per l'uno che per l'altro "non è aria".

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