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Siamo tutti in libertà provvisoria (1971)

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Siamo tutti in libertà provvisoria (1971)



Regia/Director: Manlio Scarpelli
Soggetto/Subject: Fulvio Pazziloro
Sceneggiatura/Screenplay: Rüdiger Von Spies, Manlio Scarpelli
Interpreti/Actors: Riccardo Cucciolla (Mario De Rossi), Vittorio De Sica (Giuseppe Mancino, detto "Pulcinella"), Macha Méril (Gisella De Rossi), Philippe Noiret (giudice Francesco Langellone), Lionel Stander (avv. Bartoli), Marilù Tolo (Emilia Langellone), Francesca Romana Coluzzi, Bruno Cirino (commissario Panzacchi), Ivo Garrani (procuratore capo), Francesca Romana Coluzzi (signora Virgizio), Claudio Gora (ministro degli esteri), Mario Pisu (on. Virgizio), Vittorio Sanipoli (questore), Lia Zoppelli (proprietaria casa di moda), Umberto Raho (Di Meo), Andrea Bosic (De Robertis, colonnello dei carabinieri), Vinicio Sofia (oratore fascista), Riccardo Garrone (Aldo Virgizio), Jürgen Drews (Jacques Somaschini), Renate Schmidt (Iris), Manfred Freyberger (magistrato), Guido Cerniglia (albergatore), Francesco Sineri, Saro Spadaro, Alessandro Perrella, P. Puntieri, Mimmo Poli
Fotografia/Photography: Marco Scarpelli
Musica/Music: Augusto Martelli
Costumi/Costume Design: Oscar Capponi
Scene/Scene Design: Emilio D'Andria, Boris Juraga
Montaggio/Editing: Carlo Reali
Suono/Sound: Pietro Spadoni
Produzione/Production: Zafes, Dieter Geissler Filmproduktion, München, Fildebroc, Paris
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 59453 del 21-12-1971
Trama: A seguito d'una lettera anonima che dununciava per falsa la certificazione medica relativa alla morte del commerciante A.F., che non era morto nel letto di casa sua né per le cause naturali che il medico aveva affermato, si sono svolte delle indagini che hanno provato che seppure vera la circostanza che A.F. è morto in un compiacente appartamento altrettanto vero che è morto per cause naturali che un generico rapporto d'amore può anche avere aiutato a verificarsi. Il giudice dissente dalle conclusioni della P. S. e vuole si indaghi in una direzione diversa da quella indicata dal Commissario, il quale teme e sospetta che la decisione del Giudice sia determinata dall'interesse di incriminare un tale A.V. funzionario di Stato quanto conformista e timoroso e marito d'una spregiudicata, tale Gisella di 18 anni inferiore d'età, che asserisce contribuire all'agiato tenore di vita per una quale certa facilità di vincite al giuoco del lotto e per l'avvedutezza mercantile che gli consente di acquistare con uno quello che vale dieci. A causa di ciò il malcapitato A.V. viene convocato al Palazzo di Giustizia e il Giudice sottoneandogli che verso di lui si è usato un trattamento preferenziale rispetto a tutti gli altri cittadini l'invita a riferirgli, quasi minuziosamente, i fatti diretti e indiretti, proprio a sua conoscenza, accaduti nei primi dieci giorni del mese di gennaio di 3 anni fa. E gli dà un termine di 2 giorni per tornare a riferire quanto ha ricordato. Da qui prende l'avvio un altro film sulle vicende giudiziarie italiane. Mirabile, come sempre, l'interpretazione di Riccardo Cucciolla.

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