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Il merlo maschio (1971)

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Il merlo maschio (1971)



Regia/Director: Pasquale Festa Campanile
Soggetto/Subject: Pasquale Festa Campanile, opera
Sceneggiatura/Screenplay: Pasquale Festa Campanile
Interpreti/Actors: Lando Buzzanca (Niccolò Vivaldi), Laura Antonelli (Costanza, sua moglie), Lino Toffolo (Cavalmoretti), Gianrico Tedeschi (direttore d'orchestra), Elsa Vazzoler (Matilde, madre di Costanza), Gino Cavalieri (Salvino, padre di Costanza), Ferruccio De Ceresa (neurologo), Luciano Bianciardi (violoncellista Mazzacurati), Adolfo Belletti (portinaio), Pietro Tordi (ginecologo), Edda Ferronao (prostituta), Felicita Fani (sorella di Costanza), Aldo Puglisi (medico), Corrado Olmi (insegnante di Niccolò bambino), Enzo Robutti, Alfredo Piani, Gigi Bonfanti, Bruno Boschetti, Orazio Stracuzzi, Enzo Spitaleri, Giuseppe Terranova, Franco Bisazza
Fotografia/Photography: Silvano Ippoliti
Musica/Music: Riz Ortolani
Costumi/Costume Design: Ezio Altieri
Scene/Scene Design: Ezio Altieri
Montaggio/Editing: Sergio Montanari, Mario Morra
Suono/Sound: Vittorio Trentino
Produzione/Production: Clesi Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 58927 del 21-09-1971
Altri titoli: Ma femme est un violon ou «Le chant du merle male au fond de, Das Nackte Cello
Trama: Nicolò Vivaldi, orchestrale dell'arena di Verona, ha perso ogni speranza di successo nel lavoro. Nevrotico, sofferente di manie di persecuzione, rende infelice anche la bella moglie. Un giorno, però, ha l'occasione di scoprire che possiede qualcosa d cui essere fiero: la sua donna. E allora, per rivalsa, sente il bisogno di mostrarla per farsi apprezzare da quelli che lo hanno sempre sottovalutato. Nella sua vita la moglie si sostituisce al violoncello. Sogna ad occhi aperti di suonare sua moglie anziché lo strumento, in una grande orchestra. La fotografia con tutte le sue belle nudità esposte e l'ammirazione dei colleghi, lo esaltano sempre di più. Questa pazzia che lo ha preso per un attimo viene interrotta da un suo tentativo disperato di comporre un'opera che i suoi colleghi giudicano bella, anzi bellissima... solo che lui ha copiato la "Sonnambula" di Rossini. Nicolò si rifugia più che mai nella moglie, fino al punto che, durante una rappresentazione alla Arena di Verona, davanti ad un pubblico numerosissimo, la fa spogliare perché tutti, apprezzandone la bellezza, possano invidiare lui che l'ama e ne è riamato. Finisce al manicomio, dove non soffrirà più di complessi, perché da tutti è stimato, rispettato ed invidiato per le bellezze della moglie.

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