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Waterloo [Waterloo] (1970)

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Waterloo [Waterloo] (1970)



Regia/Director: Sergej F. Bondarciuk
Soggetto/Subject: Vittorio Bonicelli
Sceneggiatura/Screenplay: Vittorio Bonicelli, Serghej Bondarciuk, H. A. L. Craig
Interpreti/Actors: Rod Steiger (Napoleone), Christopher Plummer (Wellington), Orson Welles (Luigi XVIII), Gianni Garko (Drouot), Ivo Garrani (Soult), Jack Hawkins (gen. Picton), Virginia McKenna (duchessa di Richmond), Andrea Checchi (Sauret), Rupert Davies (Gordon), Veronica De Laurentiis (Madeleine Hall), Donald Donnelly (O'Connor), Franco Fantasia (Delessart), Vladimir Drujnikov (Gérard), Philippe Forquet (Bedoyère), Orso Maria Guerrini (ufficiale), Charles Millot (Grouchy), lan Ogilvy (De Lancey), Willoughby Gray (Ramscy), Orazio Orlando (Constant), Richard Heffer (Mercer), Eughenj Samoilov (Cambronne), Roger Green (Duncan), Jeffry Wickham (Colborne), Valentino Skulme (Tamburo Maggiore/Rata), Oleg Vidov (Tomlinson), Charles Borromel (Mulholland), Michael Wilding (Ponsoby), Susan Wood (Sarah), Ghennadj Yudin (Chactas), Serghej Zakhariazde (Blucher), Dan O'Heerlhy (maresciallo Ney), John Savident (Muffling), Terence Alexander (lord Uxbridge), Irina Skobtseva (Maria), Peter Davies (lord Richard Hay), Adrian Brine (cap. Normyle), Karl Liepinsc (Gueisenau), Colin Watson (McKevitt), Giorgio Sciolette (Berthier), Jean Louis (Oudinot), Vasilij Livanov (Percy), Victor Murganov (Somerset), Giuliano Raffaelli (McDonald), Filippo Perego (St. Cyr), Valentin A. Koval (McMahon), Boris Molcianov (Bertrand), Attilio Severini (Boudin), Massimo Della Torre (Cambaceres), Andrej Yurenev (cpl. Ney), Aldo Cecconi (Carlo X), Vasilij Plaksin (Maitland), Rino Bellini (Coulincourt), Camillo A. Rota (De Vitrolles), Rotislav Jankowskij (Flahant), Oleg Mikhajlov (Green), Lev Poliakov (Kellerman), Christian Janakiev (Larrey), Armando Bottin (Legros), Gheorghj B. Rybakov (Taylor), Vlaslav Bledis (Calson), Sergio Testori (Marbot), Antonio Anelli (Malieu), Lanfranco Ceccarelli (Rumigus), Felix Eynas (Patsy), Guglielmo Ambrosi (1° serg.), William Slater (2° serg.), Allan Elledge (3 ° serg.), Velodia Levcenko (tamburino), Alexandr Paromenko (tre ufficiali feriti), Guidarino Guidi (I'uomo grasso), Valerij Gurjev (soldato che sviene), Paul Butkevic (uff. con Wellington), Igor Jasulovic (uff. del 13° quadrato), Isabella Albonico (lady Webster), Andréa Dosne (dama di corte), Ivan Milanov (soldato con Ney), Vladimir Butenko (lanciere con bicorno), André Esterhazy (duca di Richmond), Rodolfo Lodi (un soldato), Fred Jackson, Danzatori scozzesi (Gordon Highlanders)
Fotografia/Photography: Armando Nannuzzi
Musica/Music: Nino Rota
Costumi/Costume Design: Maria De Matteis, Ugo Pericoli, Nadjezda Buzina
Scene/Scene Design: Mario Garbuglia, Ferdinando Giovannoni, S. Valiusehk, A. Menialhikov
Montaggio/Editing: E. V. Mikhajlova
Produzione/Production: Dino De Laurentiis Cinematografica, Mosfil'm, Moskva
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 56670 del 09-09-1970
Altri titoli: Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo, Waterloo
Trama: Cecil B. De Mille è lontano, è preistoria - malgrado la sua validità - nel mondo dei kolossal; oggi con "Waterloo" abbiamo l'abituale, "spettacolare imponenza" di certe produzioni De Laurentiis, accoppiata alla puntuale meticolosità del cinema sovietico, con un film che è sicuramente destinato a tenere il cartellone per molti anni, come "Guerra e pace","Dottor Zivago", forse come "Via col vento". Napoleone gioca l'ultima sua carta contro l'Europa; è stanco, ha conosciuto le sconfitte, c'è stata la disastrosa campagna di Russia; il 18 giugno del 1815, le truppe del grande condottiero francese, la cui parabola è già in fase discendente, s'incontrano con quelle di mezza Europa: prussiane, belghe, olandesi, inglesi; durante tre giorni si combatte una delle più drammatiche battaglie della storia e Waterloo, una piccola località del Belgio, è destinata ad indicare la fine di un mito, quello di Napoleone. A parte la grandiosità, il movimento delle masse, l'ampio respiro del racconto, i cruenti scontri, "Waterloo" è anche un film che mette in rilievo personaggi e, quindi, attori; tanto nel vinto Napoleone che nel vincitore Wellington (Rod Steiger e Christopher Plummer) s'intravedono lampi di umanità, mentre il film costituisce un valido atto di accusa contro la guerra.

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