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La bande à Bonnot [La banda Bonnot] (1969)

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La bande à Bonnot [La banda Bonnot] (1969)



Regia/Director: Philippe Fourastié
Soggetto/Subject: Philippe Fourastié, Remo Forlani, Pierre Fabre, Jean-Pierre Beaurenaut
Sceneggiatura/Screenplay: Philippe Fourastié, Pierre Fabre, Jean-Pierre Beaurenaut, Remo Forlani
Interpreti/Actors: Jacques Brel (Guillemin detto Raymond la Science), Bruno Cremer (Jules Bounot), Jean-Pierre Kalfon (Clair Garnier), Annie Girardot (Marie la Belga), Anne Wiazemsky (Venere rossa), François Dyreck (Edouard Carony), Nella Bielski (Micetta Maitrejean), Jacqueline Noël (padrona), Dominique Maurin (Soudy), Michel Vitold (Victor Kibatchiche), Armand Mestral (Jouin, il commissario), Pascal Aubier (Eugène Dieudonné), Marc Dudicourt (commissario di polizia), Fred Personne (esattore), Léonce Corne (prefetto), François Moro-Giafferi (armaiolo), Edmond Fress, Jean-Pierre Garnier, Victor Serge, Adolfo Lastretti (Laurentino), Jean-Michel Dhermay, Jean Maurais, Eric Schlumberger
Fotografia/Photography: Alain Levent
Musica/Music: Françoise Raubaer, Jacques Brel
Costumi/Costume Design: Eliane De Watteville, Jean Fourastié
Scene/Scene Design: Guy Littaye
Montaggio/Editing: Jacqueline Thiédot
Suono/Sound: Bernard Aubouy
Produzione/Production: Kinesis Film, Mega Film, Intermondia Films, Paris
Distribuzione/Distribution: Panta Cinematografica
censura: 52887 del 18-12-1969
Altri titoli: Les anarchistes, La banda Bonnot
Trama: Chi ricorda film francesi di alto impegno rievocativo, come il recente "Il ladro di Parigi", non potrà fare a meno di sentirsi attratto da "La banda Bonnot", del 28enne esordiente Philippe Fourastié. Il film tratta personaggi estratti dalla cronaca d'altri tempi, cioè l'anarchico Jules Bonnot che, intorno al 1912, movimentò la crisi politica ed economica francese formando una banda di pronti a tutto, anarchici come lui, che assaltavano banche e derubavano ricchi contadini, in parte per delinquenza pura e semplice, in parte per combattere a modo loro, come si direbbe adesso, "contestare", la società imbelle e corrotta. Il film ha il ritmo avvincente di un poliziesco, ma anche l'impegno dell'affresco storico. Con partecipazione umana ed intellettuale, non dissimile da quella di un Penn per Bonnie e Clyde, il regista debuttante vede perire ad uno ad uno quegli "idealisti del crimine", colpevoli sì, ma con attenuanti.

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