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Il profeta (1968)

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Il profeta (1968)



Regia/Director: Dino Risi
Soggetto/Subject: Ettore Scola, Ruggero Maccari, Dino Risi
Sceneggiatura/Screenplay: Ettore Scola, Ruggero Maccari
Interpreti/Actors: Vittorio Gassman (Pietro Breccia), Ann-Margret (Maggie), Oreste Lionello (Puccio), Liana Orfei (Albertina), Yvonne Sanson (Carla Bagni), Fiorenzo Fiorentini (Cuido Calacicchi), Geoffrey Copleston (commendatore Bagni), Evi Rigano (Tiziana, moglie d i Piero), Harry Stuart (Magnus), Franco Gulà (frate alla TV), Enzo Robutti, Ivan Giovanni Scratuglia, Giuseppe Lauricella, Dino Curcio, Egidio Casolari, Giuseppe Altamura, Maria Grazia Marescalchi, Renato Marzano, Anita Saxe, Tiziano Montagni
Fotografia/Photography: Alessandro D'Eva
Musica/Music: Armando Trovajoli
Costumi/Costume Design: Franco Carretti
Scene/Scene Design: Piero Poletto
Montaggio/Editing: Marcello Malvestito
Suono/Sound: Vittorio Massi
Produzione/Production: Fair Film
Distribuzione/Distribution: Titanus
censura: 50863 del 13-02-1968
Altri titoli: The Prophet
Trama: Un servizio di TV7 scopre e porta alla ribalta un singolare tipo di eremita che vive sul Soratte. La notorietà lo costringe a scendere a Roma (una questione di tasse non pagate) e a riprender contatto con il mondo che ha abbandonato cinque anni prima per protesta contro la vita di impiegato, il traffico, il rumore, la televisione. Ma la società, attraverso le sue forme più disparate - ma soprattutto il danaro e le donne - riesce a catturarlo nuovamente e a reintegrarlo. La protesta del profeta dura poco e del suo nome si fregerà un ristorante alla moda (che sarà lui stesso a gestire). Dino Risi e Vittorio Gassman continuano nella satira della vita contemporanea: ora con accenti arrabbiati e amari, ora con le battute allegre della commedia disimpegnata. Ma si tratta in ogni caso di personaggi legati alla realtà, riconoscibili anche quando rappresentano casi limite come questo "profeta". Questa volta sono presi di mira sia la cosiddetta civiltà dei consumi, sia la protesta, sempre esteriore ed effimera dei capelloni, degli hippies, degli eremiti: insomma degli irregolari.

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