1587 visitatori online
Banner
Banner
| Stampa |

Commandos (1968)

Torna indietro

Commandos (1968)



Regia/Director: Armando Crispino
Soggetto/Subject: Don Martin, Artur Brauner
Sceneggiatura/Screenplay: Armando Crispino, Lucio Battistrada, Stefano Strucchi, Dario Argento
Interpreti/Actors: Lee Van Cleef (sergente Sullivan), Jack Kelly (capitano Valli), Giampiero Albertini (Aldo), Marino Masè (Tommasini), Marilù Tolo (Adriana), Götz George (tenente Rudy Kasper), Joachim Fuchsberger (tenente Heitzel), Heinz Reinecke (sottoufficiale Hans), Helmut Schmid (Miller, un ferito), Otto Stern (Braumann), Pier Paolo Capponi, Duilio Del Prete, Ivano Staccioli, Pier Giovanni Anchisi, Giovanni Scratuglia [Ivan G. Scratuglia], Gianni Brezza, Gianni Pulone, Romano Puppo, Giacomo Piperno, Franco Cobianchi, Mario Ferlazzo, Mauro Lumachi
Fotografia/Photography: Benito Frattari
Musica/Music: Mario Nascimbene
Costumi/Costume Design: Enzo Bulgarelli
Scene/Scene Design: Alberto Boccianti
Montaggio/Editing: Daniele Alabiso
Suono/Sound: Bruno Moreal, Raul Montesanti
Produzione/Production: C.C.I. - Compagnia Cinematografica Internazionale, P.E.C. - Produzione Esecutiva Cinematografica, CCC Filmkunst, Berlin
Distribuzione/Distribution: Titanus
censura: 52688 del 12-11-1968
Altri titoli: Himmelfahrtkommando El Alamein, Los chacales del desierto, Commandos, Mitt Eichenlaub und Schwertern
Trama: In Africa Settentrionale nel 1942 il possesso di un pozzo voleva dire, per uno dei due eserciti contrapposti, possibilità di manovra e supremazia sull'avversario. Questo lo avevano capito bene gli Alleati che organizzano un "commando" di italo-americani e lo inviano con tanto di divise e armi italiane, a sostituirsi ad un presidio dell'Asse. Gustosi i patemi d'animo e i qui-pro-quo cui dà luogo la situazione, ove vino e pastasciutta si mescolano a moschetti '91 e pistole Beretta, mentre i tedeschi, in visita all'oasi, nulla sospettano. D'altronde le mosse di questi ultimi e l'imperizia del comandante della rischiosa spedizione sono saldamente controllate dal "sergente di ferro" (Lee Van Cleef senza cavallo da cow-boy) che al momento del "redde rationem" subito intuisce che il trucco è stato scoperto, e allora ha inizio l'inferno. I tedeschi hanno i carri, ma gli americani il bazooka. Alla fine due soli avversari sopravvivono, mentre le note del "Dies Irae" si stendono su un mucchio di cadaveri.

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e di terze parti al fine di migliorare la navigazione Per maggiori informazioni visita la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito, non mostrare la informativa.

EU Cookie Directive Module Information

 
   

Questo sito utilizza cookie tecnici propri e di terze parti al fine di migliorare la navigazione Per maggiori informazioni visita la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito, non mostrare la informativa.

EU Cookie Directive Module Information