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Troppo per vivere, poco per morire (1967)

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Troppo per vivere, poco per morire (1967)



Regia/Director: Michele Lupo
Soggetto/Subject: Alessandro Continenza, Ernesto Gastaldi, Fabio Carpi, Paolo Levi
Sceneggiatura/Screenplay: Alessandro Continenza, Ernesto Gastaldi, Fabio Carpi, Paolo Levi
Interpreti/Actors: Claudio Brook (Robert Foster), Daniela Bianchi (Arabella), Sidney Chaplin (Chandler), Paolo Gozlino (Gordon Smash), George Wang [Giorgio Wang] (Chang), Tina Aumont [Tina Marquand] (Dolly), Yves Vincent (ispettore Felton), Stefania Careddu (Katia), Jess Hahn (Boris), Nazzareno Zamperla (Flash), Jacques Herlin (uomo del banco dei pegni), Andrea Bosic (mister Garter, diplomatico), Anthony Dawson (dottor Evans), Raymond Bussières (inserviente del treno), Claudio Biava (rapinatore giovane), Harriet White [Harriet Medin] (infermiera capo), Guido Lollobrigida [Lee Burton] (Brown), Juma Gonzales (compagna dell'uomo del banco dei pegni), Valentino Macchi, John Turner, Aldo Cecconi [Jim Clay], Harold Bradley (direttore studio fotografico fotomodelle), Bill Vanders (direttore del giornale), Roberto Simmi, Pietro Ceccarelli [Peter Barclay] (picchiatore calvo), Claudio Ruffini [Claude Ruffin], Goffredo Unger [Fredy Unger] (rapinatore pelato), John Karlsen (gentiluomo misterioso studio fotografico)
Fotografia/Photography: Franco Villa, Stelvio Massi
Musica/Music: Francesco De Masi
Costumi/Costume Design: Walter Patriarca
Montaggio/Editing: Antonietta Zita
Suono/Sound: Bruno Brunacci
Produzione/Production: Fida Cinematografica di Amati Edmondo, Films Copernic, Paris
Distribuzione/Distribution: Fida Cinematografica
censura: 50237 del 16-11-1967
Altri titoli: Qui êtes-vous, inspecteur Chandler?, Bradock - drei Unzen Blei zum Fünf-Uhr-Tee
Trama: Un giornalista si trova al centro di un'intricata vicenda, il cui nucleo è costituito da una preziosissima refurtiva di gioielli ricercati sia da Scotland Yard sia dagli stessi banditi che hanno fatto colpo. Le tracce sono esigue: pochi numeri detti da un morente, una valigia, una chiave, una macchina fotografica, e tutto è reso più complicato dal continuo sopraggiungere di sorprese, personaggi, misteri. I gioielli salteranno fuori alla fine da dove meno si può prevedere. Imprevedibili anche l'identità del "capo" della banda e della bionda creatura che s'incontra e scontra col giornalista per tutto l'arco del film. Michele Lupo, specialista nel "poliziesco", ha realizzato un'altra storia dove le emozioni sono profuse a piene mani, con in più stavolta, una manciata di sesso "up to date". Il risultato è facilmente digeribile per un pubblico avido di emozioni di ogni genere.

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