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I soliti rapinatori a Milano (1961)

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I soliti rapinatori a Milano (1961)



Regia/Director: Giulio Petroni
Soggetto/Subject: Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Mario Guerra
Sceneggiatura/Screenplay: Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi, Mario Guerra
Interpreti/Actors: Jacqueline Sassard (Anna Maria), Franco Fabrizi (Franco), Maurizio Arena (Aldo), Peter Baldwin (Tony), Vittorio Congia (Gianni), Mario Carotenuto (conte Ottavio), Cristina Gajoni (Elena), Tiberio Murgia ("Africa"), Gabriella Andreini (Anna), Dominique Boschero (Marisa), Dori Dorika (Maria Tibiletti), Pietro De Vico, Luigi Pavese, Carlo Pisacane, Anna Campori, Elio Crovetto, Enzo Furlai, Eugenio Galadini, Walter Grant, Filippo Modica, Nando Angelini, Ciccio Barbi
Fotografia/Photography: Marco Scarpelli
Musica/Music: Piero Umiliani
Scene/Scene Design: Franco Lolli
Montaggio/Editing: Dolores Tamburini
Suono/Sound: Bruno Brunacci
Produzione/Production: Cineproduzione Emo Bistolfi
Distribuzione/Distribution: Dear International
censura: 35418 del 28-08-1961
Trama: Da poco uscito dal carcere di San Vittore, il conte Ottavio progetta già una rapina ad una banca di Milano. Si rivolge allora a tre giovani ladri di sua conoscenza, ma gli interpellati declinano l'invito del conte: parteciperanno infatti ad un colpo messo a punto da un loro amico americano, Tony. L'idea è quella di derubare una ricchissima signora di tutti i suoi gioielli, la sera della prima alla Scala. Tra i complici figura anche un giovane play-boy, che ha il compito, mentre gli amici sono all'opera, di sedurre la signora, per distrarla e quindi comprometterla. L'operazione, anche se con qualche contrattempo, va in porto. Ma la doviziosa signora, accortasi della subdola manovra, ha una reazione inaspettata: manifesta l'intenzione di andare a denunciare la rapina alla polizia; infatti, il marito è sì molto geloso ma anche molto avaro e, pur di riavere i gioielli, soprassiederà facilmente al tradimento. L'aitante play boy, sconcertato dall'atteggiamento della signora, si spaventa e le riconsegna i gioielli. Consci di non avere un gran futuro come ladri, i ragazzi decidono di cercarsi un onesto lavoro. Mentre il conte Ottavio vede la fortuna voltargli le spalle: il suo colpo alla banca riesce, ma la polizia lo prende subito dopo ed egli finisce di nuovo in prigione.

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